mercoledì 5 gennaio 2011

BERLUSCONI: Cesare Battisti e' un criminale vero rivestito di ideologia politica



"Durante l’incontro con Torregiani mi sono fatto l’idea che Battisti si sia rivestito di ideologia politica nella sua realta’ di criminale vero che operava nella maniera terribile che tutti sono venuti a conoscenza".

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine di un incontro avvenuto all’interno dell’Aeroporto militare di Linate con il figlio dell’orefice Pier Luigi Torregiani, ucciso nel ’79 da Cesare Battisti a Milano.

"Sono rimasto molto impressionato dal racconto che mi ha fatto Torregiani. Ho voluto quindi portare la mia solidarieta’ personale, proponendogli di recarsi a Bruxelles la terza settimana di gennaio, per una conferenza stampa che il Ppe organizzera’ per fare conoscere la realta’dei fatti a tutta la stampa europea e rendere cosi’ possibile la giustizia da parte della corte dell’Aja".



fonte: Il popolo della Libertà

Il PDL di Frascati augura Buone Feste e un Felice 2011 a tutti i Cittadini frascatani



L’anno politico 2010 si chiude con un segno positivo per la politica del PDL di Frascati in Consiglio Comunale.

Nell’ultima seduta è stato approvato all’unanimità sia il documento conclusivo della Commissione conoscitiva sui finanziamenti dell’Unione europea per i progetti denominati “RES NOVA”, sia l’apertura del conto vincolato a favore della Regione Lazio su cui andranno versati i proventi delle vendite dei terreni ex usi civici.

Due importanti successi per il nostro lavoro di opposizione costruttiva in Consiglio Comunale.

Nel primo caso la maggioranza ha riconosciuto che esistono zone d’ombra sull’iter amministrativo della gestione dei progetti “RES NOVA” e di cui prontamente il Presidente della Commissione, Cons. Alessandro Adotti, ha ritenuto doveroso avvisare le Autorità competenti, anche su indicazione del Consigliere Vincenzo Conte.

Nel secondo caso è stato posto in evidenza il grave fatto che da 10 anni i proventi frutto delle riconversioni patrimoniali non venivano mai versati nell’apposito conto corrente della Regione Lazio, vicenda che ha destato non poche meraviglie, soprattutto perchè non appare chiaro, per il momento, quale siano state le procedure attuate in questi anni per l’impiego corretto di questi fondi che, si badi bene, sono una ricchezza di proprietà di tutti i cittadini di Frascati.

Quest’ultimo problema è stato sollevato a viva voce dal Consigliere Vincenzo Conte nella seduta della Commissione Bilancio, da lui presieduta, che ha preceduto l’ultimo Consiglio Comunale prima delle festività natalizie, in cui si proponeva all’approvazione una ennesima variazione al bilancio 2010.


A tutti i concittadini di Frascati Buone Feste ed un Felice 2011, che dal punto di vista politico locale si preannuncia non privo di possibili colpi di scena.
In particolare, intendo esprimere il mio vivo compiacimento ed un profondo ringraziamento per il proficuo e tenace lavoro corale svolto dai Consiglieri del PDL Mirko Fiasco, Simone Carboni e Mario Gori.

Felicità a tutti!

Cons. Vincenzo Conte
Capogruppo del PDL nel Consiglio Comunale di Frascati

fonte. PDL Frascati

martedì 4 gennaio 2011

Riflessioni di un fine d'anno che si chiude con amarezza.

L'anno 2010 si chiude per l'Italia con due eventi che lasciano tanta amarezza.


di Francesco D'Amico


Oggi 31 dicembre 2010, il Presidente del Brasile Lula ha deciso di respingere la richiesta d'estradizione per Battisti.  Ma, la notizia veramente dolorosa che ci colpisce oggi è che un nostro Alpino è stato ucciso da un cecchino nella Base di Baji in Afghanistan.

Un pensiero ai parenti e agli amici del nostro soldato, a coloro che gli vogliono bene. Una morte ancora più dolorosa in quanto proditoria.

Stiamo pagando un prezzo molto alto, per perseguire i nostri ideali di democrazia nei paesi cosiddetti "a rischio".

Siamo il terzo paese al mondo per impegno di uomini e mezzi in operazioni di "peace keeping", dopo USA e GB. Siamo universalmente considerati tra i più bravi, se non i più bravi, nel portare in situazioni di "bassa democrazia" comportamenti, atteggiamenti, aiuti concreti, per non dire "l'esempio" stesso di che cosa sia la parte migliore del mondo più avanzato e democraticamente più progredito.

Oggi però scopriamo che un paese, il Brasile, per bocca del suo presidente Lula, considera il nostro paese, un paese democraticamente "a rischio", dove, un ex terrorista, rischia concretamente la vita per una possibile ritorsione politica, per non dire addirittura una "vendetta politica".

Il nostro ministro Frattini, che ricorda a Lula gli impegni bilaterali presi, e il nostro essere un paese pienaemente in grado di gestire il caso, viene bollato come "impertinente", che nell'accezione significa "non congruo".

Noi che abbiamo conosciuto la dittatura sulla nostra pelle, e pagata con un prezzo altissimo, oggi andiamo in quei paesi con problemi analoghi, quale esempio di un popolo che ha saputo risorgere e diventare un campione di democrazia, e lo facciamo pagando un prezzo altissimo di vite umane.

Il Brasile ci dice che non siamo sufficientemente "democratici" per far scontare, con tutte le garanzie del caso, a Battisti, 4 ergastoli per 4 omicidi.

Il pensiero corre allora ad altre "vittime". Le vittime del signor Cesare Battisti.

L'amarezza è tantissima. Ma, non perchè non ci venga riconosciuto quello che siamo; fortunatamente (sfortunatamente per il presidente Lula) per noi parlano i fatti.

L'amarezza è per i parenti delle vittime, di chi si è visto ucciso il padre, macellaio o gioielliere, o chi si è visto ridotto in carrozzella, perchè era "l'esempio di chi si arricchisce col capitalismo". O perchè era una guardia carceraria. O perchè era un poliziotto e faceva il suo duro e malpagato lavoro per tutelare tutti noi.

Ma vallo a spiegare a Lula. Noi saremmo un paese con una democrazia "a rischio". Secondo lui, se Battisti fosse estradato in Italia, correrebbe seri pericoli per la sua incolumità fisica, perchè potrebbe essere oggetto di "vendetta politica". Magari nelle nostre carceri potrebbe fare una brutta fine...

"Chiagne e fotte". In questo caso si potrebbe dire "chiagne e uccide". Lo vedi, lo senti parlare, lui è una vittima. Di tutto. Di tutti. Forse è solo vittima di sè stesso. E maledetta la sorte che ha fatto incrociare la sua strada con quella delle sue "vere" vittime, che oggi non possono lamentarsi. Non possono dire nulla.

La Giustizia. Il nostro Stato si fonda sul concetto che, siccome non si deve andare in giro a farsi giustizia da soli, la Giustizia la garantisce lo Stato. Il poliziotto allora non gli ha sparato per primo, ma si è fatto uccidere, in nome di questa Giustizia. Stessa cosa gli altri, i quali, non hanno applicato la "sua" giustizia, quella del Far West, quella della rivoluzione, ma quella "nostra", quella democratica, in cui crediamo tutti noi, e sono morti. Perche noi, "poveri fessi", ci crediamo alla Giustizia. Battisti la "nostra" Giustizia la contesta, la rifiuta. Per farlo ha rapinato, ha ucciso, è evaso, è andato in altri paesi facendosi compatire, sostenendo di essere un perseguitato.

Bè, oggi l'amarezza è tanta, e mi chiedo se sia giusto applicare la "nostra" Giustizia ad un individuo del genere, oppure, invece, se a conti fatti, non fosse più "giusto" prendere la "sua" giustizia, e mandare un paio di 007, ed applicarla a lui.

NO! noi non lo faremo mai, perchè siamo un paese democratico, siamo un popolo civile. Noi non crediamo alla Giustizia perchè siamo stati "educati a crederlo", così, come sottilmente fa intendere Lula: un paese che "si crede" democratico, ma che in realtà non lo sarebbe, secondo lui.

Noi crediamo alla Giustizia per convinzione, perchè siamo un paese democratico, un popolo profondamente compassionevole e tollerante, che ha pagato sulla propria pelle un prezzo enorme per essere, finalmente, libero.

Alla fine Battisti non conta. Conta che questa storia ci faccia capire chi siamo veramente, e su quale gradino del mondo siamo.

fonte : Club della Libertà di Frascati 

FRATTINI: L'Europa discuta sulle violenze contro i cristiani

03 gennaio 2011



Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiesto una discussione politica al prossimo Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea del 31 gennaio sul tema delle violenze e discriminazioni contri i cristiani nel mondo. Lo annuncia una nota della Farnesina.

"Gli ultimi episodi, quelli delle violenze in Nigeria e gli attentati ad Alessandria, in Egitto, hanno tragicamente confermato che il fenomeno dell’intolleranza religiosa, soprattutto contro i cristiani, ma che non risparmia anche le altre minoranze religiose, ha assunto un’intensita’ e dimensioni troppo gravi e preoccupanti e assolutamente inaccettabili per tutti coloro che hanno a cuore i diritti dell’individuo", ha affermato Frattini, secondo quanto riferisce una nota della Farnesina. "E’ quindi il momento di una risposta politica forte ed univoca da parte di tutti i governi che hanno a cuore i diritti dell’individuo, dei quali la liberta’ di fede e’ componente fondamentale -ha proseguito il ministro- L’Unione europea, che ha posto la primazia dei diritti individuali alla base dei suoi principi costituzionali, deve essere in prima linea in questa battaglia. E’ questo quanto oggi l’Italia chiede all’Ue".

Negli ultimi due anni, ricorda Frattini in una nota, in piu’ occasioni il governo italiano ha richiamato l’attenzione dell’Unione ad agire in maniera determinata ai numerosi episodi di violenze contro le minoranze cristiane nel mondo. Grazie a questi sforzi l’ Unione europea ha approvato l’anno scorso un Piano d’Azione per favorire un’azione concordata dei Paesi membri nel monitoraggio del trattamento delle minoranze religiose nel mondo.
"Il Piano d’azione e’ stato un grande passo in avanti. E’ venuto pero’ il momento di renderne piu’ concreta l’attuazione l’attuazione, alla luce di una realta’ sempre piu’ preoccupante. Forniremo nei prossimi giorni un contributo di idee e proposte da condividere con gli altri partners europei che io stesso consultero’ per realizzare un cambio di marcia nell’azione dell’Unione in questo settore, per renderla, come occorre, assai piu’ incisiva ed efficace".

BERLUSCONI: Difenderemo la liberta' religiosa


03 gennaio 2011


"Una pacifica assemblea di cristiani e’ stata il bersaglio di un attentato perpetrato da terroristi in odio all’umanita’ e in dispregio dell’elementare diritto alla liberta’ religiosa. L’immagine del volto di Cristo imbrattato di sangue innocente sulla parete della chiesa copta di Alessandria d’Egitto non puo’ lasciare indifferente chi ha responsabilita’ di governo.

Tutti devono fare la loro parte per contrastare queste inaccettabili manifestazioni di intolleranza. Il nostro governo intende proseguire con la massima determinazione l’azione per difendere la liberta’ religiosa di tutte le fedi e in particolare delle comunita’ cristiane, in qualunque parte del mondo".

Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi in una nota.


fonte: Il Popolo della Libertà 

BERLUSCONI: Dolore per l'uccisione del nostro militare



Il cordoglio del Presidente del consiglio             
31/12/2010 

"Ho appreso con dolore la notizia dell’uccisione del nostro militare in Afghanistan. Tutto il governo e’ vicino alla sua famiglia a cui cercheremo di offrire il massimo sostegno possibile. Ribadiamo la nostra gratitudine a tutti i nostri ragazzi che consentono al nostro Paese di operare per la pace, non solo in Afghanistan, ma in molte altre parti del mondo".

La nota del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per ricordare il caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan e del quale si celebrano i funerali lunedì 1°gennaio.

fonte: Il Popolo della Libertà