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sabato 14 maggio 2011

IL FUTURO DEL CENTRO-DESTRA A FRASCATI PASSA PER IL RINNOVAMENTO DI UNA POLITICA CHE HA FALLITO


Comunicato Stampa

Le associazioni vicine al PDL incontrano gli esponenti delle forze che operano validamente all'opposizione in Consiglio Comunale e che possono costituire la base per una futura maggioranza di governo a Palazzo Marconi.

Frascati, 13 maggio 2011.
Si è svolto giovedì 12 maggio il convegno organizzato dalle associazioni vicine al PDL, esteso a tutti gli esponenti politici dell'attuale minoranza in Consiglio Comunale di Frascati, e le forze che hanno dichiarato di riconoscersi in essa. Hanno organizzato l'incontro le associazioni, Club della Libertà di Frascati con il Presidente Francesco D'Amico che ha moderato i lavori, Imago con il responsabile Angelo D'Uffizi, Orizzonti Nuovi con il presidente Marco Magliocchetti, i Promotori della Libertà di Frascati Città con il responsabile Carlo Barbera.

martedì 19 aprile 2011

BRAMBILLA: Pdl-al servizio degli italiani rappresenta una vera e propria rivoluzione liberale

19 aprile 2011


"Pdl - al servizio degli italiani rappresenta nei fatti una vera e propria rivoluzione liberale. E’ l’attuazione concreta del principio di sussidiarieta’ previsto dalla Costituzione: una parte della societa’ civile si organizza per gestire gratuitamente i servizi sociali a favore dei cittadini, al posto di una burocrazia costosa e ritardataria."

lunedì 4 aprile 2011

Convegno del 2 aprile: un successo di contenuti e di pubblico



Frascati, 4 aprile 2011


Grande partecipazione di pubblico per il convegno politico a Frascati che ha visto l'autorevole apporto al dibattito del Presidente dei Senatori PDL Sen. Maurizio Gasparri.

di Francesco D'Amico


Si è svolto il 2 Aprile a Frascati, presso la Saletta dell'oratorio di Capocroce il Convegno "Il ruolo dei partiti e dei movimenti politici nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia" organizzato dalla Fondazione IMAGO e dal Movimento PER Politica Etica Responsabilità, in collaborazione con l'Associazione Culturale ARGOMENTI.

lunedì 28 febbraio 2011

PUNTI PDL: Molto più che patronati

28 febbraio 2011


"Una delle cose che maggiormente soffrono i cittadini e’ il rapporto con le istituzioni, intesa come burocrazia. Spesso hanno una vera e propria difficolta’ ad orientarsi in questa giungla". Percio’ "noi vogliamo risolvere i problemi quotidiani delle famiglie. Metterci al servizio degli italiani in tutto e per tutto.

domenica 6 febbraio 2011

ABBIAMO IL DOVERE DI CONTINUARE A GOVERNARE

Messaggio del Presidente Silvio Berlusconi ai Promotori della Libertà


Cari amici,

torno a rivolgermi a voi, dopo una settimana densa di avvenimenti in Italia e nel mondo.

Mentre da noi alcuni magistrati perseverano nell'intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini e i giornali appaiono concentrati solo a guardare queste vicende, come dal buco della serratura, nel mondo, e più precisamente alle nostre frontiere, stanno avvenendo cambiamenti epocali.

La frustrazione, la disillusione, il risentimento che nascono dalla povertà e dalla mancanza di regole democratiche, potrebbero incanalare le proteste che si sono manifestate in Tunisia e in Egitto verso le posizioni dell'integralismo islamico e del rigetto dei valori dell¹Occidente.

Per questo anche noi abbiamo grandi responsabilità: dovremo impegnarci per estendere i benefici del progresso economico a tutti i Paesi del mondo; dovremo assecondare e sostenere una ordinata evoluzione democratica anche in quei Paesi che riescono faticosamente ad uscire da regimi e non possono contare su consolidate tradizioni liberali.

Per quanto ci riguarda difficilmente potremo vivere a lungo in un'isola tutto sommato felice, come la nostra Europa, il nostro Occidente, che sono circondati da acque tempestose e da ogni tipo di pericoli e di minacce.

Per queste ragioni saranno molto importanti le decisioni che verranno prese dai prossimi vertici europei, dal G8 e dal G20.

E veniamo ai problemi del nostro Paese.

Durante questa settimana, dicevo, sono avvenuti alcuni fatti importanti.

Innanzitutto, il Parlamento ha respinto, in una sola giornata, con una maggioranza ampia e qualificata, la richiesta della procura di Milano di perquisire gli uffici della segreteria politica di un parlamentare, un certo Silvio Berlusconi, sempre lui, mentre il Governo ha fatto un ulteriore passo in avanti nell'approvazione del federalismo fiscale, approvazione che completeremo in Parlamento nel pieno rispetto delle procedure previste dalla stessa legge di riforma (e delle indicazioni del Capo dello Stato).

Si tratta di un risultato estremamente positivo, di una riforma fondamentale per rendere l'Italia più moderna e efficiente.

E' la conferma che il governo sta procedendo senza esitazioni nella realizzazione del nostro programma, del quale il federalismo rappresenta un punto essenziale.

Questa riforma garantirà che una parte consistente delle risorse rimangano sul territorio che le ha prodotte, pur senza venir meno ai doveri di solidarietà nazionale che ci impone il fatto stesso di vivere uno Stato del quale fra breve celebreremo i 150 anni dell'unità.

E' significativo che proprio questo anniversario coincida con una riforma così importante e profonda dell'assetto del nostro Stato. Grazie al federalismo fiscale i cittadini potranno infatti meglio controllare l'impiego delle risorse, e gli amministratori locali saranno più responsabilizzati. Questo significherà meno costi, servizi più efficienti, una competizione virtuosa fra le regioni per garantire al cittadino migliori condizioni di vita.

Significherà anche per le regioni più forti la possibilità di gestire al meglio la ricchezza prodotta dai loro cittadini. Per le regioni più deboli significherà la possibilità di liberare e mettere in gioco tutte le loro risorse e le loro capacità passando da un regime di sovvenzioni e sperperi ad uno di responsabilità. E' una sfida impegnativa per le regioni sia del Nord che del Sud, che potranno e dovranno dimostrare di avere una classe dirigente all'altezza del proprio compito.

Mercoledì prossimo, infine, terremo un consiglio dei ministri, in seduta straordinaria, per il varo di importanti provvedimenti in materia di sviluppo economico.

Dall'inizio della legislatura ad oggi la nostra ottima squadra di governo ha lavorato con grande energia, con una determinazione e con una compattezza che ha pochi precedenti.

Abbiamo ottenuto in questo modo risultati straordinari, che nessun governo è mai stato capace di conseguire in così poco tempo.

Purtroppo, inaspettatamente, si è verificata nella maggioranza la diaspora del Fli.

Il paradosso è che il germe della divisione è stato inoculato all'interno del Popolo della Libertà da uno dei fondatori del nuovo partito, l'on. Fini, eletto, proprio con il voto della maggioranza, a Presidente della Camera.

Così uno stillicidio di polemiche, di critiche e di distinguo pressoché quotidiani ha finito per offuscare i meriti dell'azione del nostro governo e alla fine ha condotto alla nascita di un nuovo gruppo parlamentare e di un nuovo partito, passato all'opposizione in alleanza con la sinistra, tradendo il voto degli elettori e consegnandosi ad un futuro di consensi, valutato dagli esperti all'1,6%.

Nonostante questa scissione, che ha diminuito logicamente i numeri della nostra maggioranza, negli ultimi 2 mesi il nostro governo si è presentato per ben 8 volte consecutive di fronte al Parlamento che ci ha confermato sempre la sua fiducia.

Al contrario l'opposizione, mentre il governo si è consolidato e si è rafforzato, l'opposizione si è sgretolata, si è divisa, si è indebolita, ma continua a cercare di intralciare l'azione del governo e a chiedere le nostre dimissioni ed elezioni anticipate.

Ma noi non abbiamo cambiato la nostra posizione. Abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che le elezioni anticipate siano un danno per il nostro Paese.

L'Italia ha bisogno di stabilità, di governabilità, cioè di un governo capace di governare e di realizzare le riforme che sono necessarie. Questo è tanto più necessario in un momento di perduranti difficoltà dell'economia e di gravi rivolgimenti a livello internazionale.

Il nostro governo in questa prima metà della legislatura, nonostante la crisi economica internazionale e le difficoltà derivanti dalla particolare conflittualità della politica italiana, ha conseguito molti risultati: ha tenuto i conti in ordine, ha abrogato l'ICI, ha preservato la pace sociale aiutando tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro, ha condotto con successo un'azione di forte contrasto alle organizzazioni criminali come non era mai successo nella storia della Repubblica, ha fermato l'immigrazione clandestina, ha realizzato molte riforme a partire dalla scuola all'università, al federalismo, ha aiutato le aziende con la diminuzione delle imposte sugli straordinari, con la moratoria sui debiti, con lo spostamento del versamento dell'IVA al ricevimento del pagamento della fattura, ha difeso bene gli interessi dell'Italia in Europa e nel mondo, ha procurato importanti commesse internazionali alle nostre aziende, e infine non ha mai aumentato le tasse, non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini.

Sono assolutamente certo che il nostro governo sia in grado di operare in modo altrettanto efficace per i due anni abbondanti che mancano alla conclusione della legislatura e sono convinto che a questo governo non vi siano alternative perché c'è una buona maggioranza che lo sostiene sia alla Camera che al Senato e anche perché la sinistra, da tempo, non rappresenta nessuna credibile alternativa di governo.

E se andassimo a nuove elezioni, ad un nuovo governo si ripresenterebbero gli stessi problemi di oggi, per di più aggravati da una lunga e feroce campagna elettorale.

Abbiamo quindi il dovere di continuare a governare qui e ora.

Non ci faremo distogliere dalle polemiche e non ci faremo intimidire da un'opposizione che continua a perseguire il tanto peggio tanto meglio.

Sono sicuro che i cittadini hanno ben chiaro chi è che lavora per il bene dell¹Italia e chi invece fa il contrario.

Siate dunque sereni, diffondete come sempre, e ve ne ringrazio molto, il nostro messaggio e prendetevi da me un forte, fortissimo abbraccio.



Silvio Berlusconi

venerdì 28 gennaio 2011

GOVERNIAMO E CONTINUEREMO A GOVERNARE NELL'INTERESSE DEL PAESE

Messaggio del Presidente Silvio Berlusconi ai Promotori della Libertà





Care amiche e cari amici,
ormai sta diventando un appuntamento fisso questo nostro incontro settimanale che ci dà l'opportunità di fare il punto sulla situazione politica e di Governo.
Vi devo confessare che guardando certi giornali mi viene da pensare che io sia Presidente del Consiglio ad opera di chissà chi e quasi per caso, come se fossi il beneficiario di un sorteggio e non perché il Popolo della Libertà da me guidato ha vinto nettamente le elezioni.
Anzi, è giusto ricordare che io, il mio Governo, il mio partito e la mia maggioranza, oltre ad avere vinto le elezioni politiche del 2008, abbiamo vinto anche nelle elezioni Europee, e poi nelle Regionali e nelle amministrative. Abbiamo avuto una continua legittimazione popolare e continuiamo quindi a governare con l'impegno di sempre, forti del sostegno solido e chiaro degli italiani che ancora oggi danno più del 45% alla nostra coalizione nei sondaggi.
Non siamo noi ad aver tradito chi ci ha eletto. Noi portiamo avanti coerentemente il programma di governo concordato con gli Italiani. Non siamo noi ad aver stracciato il contratto col popolo, che ci aveva conferito un mandato talmente ampio da poter configurare questa come una legislatura costituente.
Non siamo noi ad aver sabotato il cammino delle riforme facendo ripiombare il Paese nei teatrini della vecchia politica, delle verifiche e dei voti di fiducia a ripetizione. La verità è che contro di noi si è coalizzata tutta la vecchia politica che da sempre si frappone al rinnovamento, anzi quella politica che porta la responsabilità della crisi dello Stato, dell'economia e della società italiana, quelli che nella Prima Repubblica erano fra loro nemici, si sono messi tutti insieme contro di noi, contro il Governo espressione della maggioranza degli italiani nella vana speranza di mandarci a casa.
Non hanno in comune alcun valore, l'unica cosa che li unisce è conquistare il potere e far fuori Berlusconi con il soccorso rosso delle toghe politicizzate, pronte a intervenire ogni qual volta la situazione lo richieda.
Ebbene, ancora una volta questa offensiva è stata e sarà respinta. Noi abbiamo la forza del popolo e la forza dei numeri: le opposizioni riunite ci hanno imposto, dal 29 settembre ad oggi, ben sette verifiche parlamentari sulla tenuta del governo, e noi abbiamo sempre vinto: 7 a zero su questioni cruciali come ben due voti di fiducia (il 29 settembre ed il 14 dicembre), contro due sfiducie individuali ai ministri Calderoli e Bondi (22 dicembre e 26 gennaio), con l'approvazione della riforma dell'Università del ministro Gelmini (23 dicembre), con il decreto per Napoli convertito in legge e con la relazione sullo stato della Giustizia del ministro Alfano (il 29 gennaio).
Il Governo non si è mai fermato, neanche per un momento. Anche questa mattina il Consiglio dei Ministri ha lavorato per risolvere decine di problemi con vero spirito di squadra e con grande unità.
Di fronte alla politica di palazzo noi abbiamo risposto con cinque obiettivi concreti: Federalismo, Fisco, Sud, Giustizia, Sicurezza.
Noi abbiamo approvato tutti questi provvedimenti in successivi consigli dei ministri, ad eccezione della riforma tributaria alla quale stiamo lavorando con le forze sociali e della riforma della Giustizia, che è stata bloccata da Fini e dai suoi. Ma da oggi in poi queste riforme, già concordate con gli elettori, saranno in testa all'agenda del governo, insieme al federalismo.
Noi, negli ultimi due mesi, abbiamo approvato in via definitiva la riforma dell'Università che completa l'intero ciclo della rifondazione della scuola, la prima che viene attuata nel dopoguerra. È stata approvata e diviene operativa la Banca del Sud.
È già operativo il finanziamento della Cassa depositi e prestiti alle piccole e medie imprese.
Noi abbiamo attuato una riforma della previdenza che nel pubblico impiego allinea l'età della pensione per uomini e donne, e che per tutti dispone l'aggancio tra pensioni e aspettativa di vita: un meccanismo all'avanguardia in Europa. Il tutto senza un'ora di protesta, un'ora di scioperi.
Noi abbiamo rinnovato il finanziamento per la detassazione degli straordinari, fondamentale per rilanciare la competitività delle imprese.
Insomma,
dopo aver difeso gli interessi italiani nelle sedi europee, ottenendo la riclassificazione del debito pubblico in base a criteri di sostenibilità,
dopo aver varato una legge di stabilità finanziaria che è stata approvata dall'Europa senza alcuna richiesta di manovra aggiuntiva, cioè di altri tagli che avrebbero depresso e forse compromesso la ripresa economica; dopo aver messo al riparo l'Italia dalla speculazione internazionale e dopo aver garantito la coesione sociale del Paese stendendo una rete di ammortizzatori sociali di ben 32 miliardi di euro,
ora siamo impegnati a condurre in porto il federalismo, realizzando così una riforma storica, che ridisegnerà il volto dello Stato nel 150.mo anniversario dell'Unità d'Italia. Sono dunque orgoglioso di quanto abbiamo fatto finora, nella convinzione che il centrodestra resti l'unica coalizione in grado di assicurare l'unità d'Italia e l'unica garanzia di governabilità, a fronte di un'opposizione debole, divisa e frammentata, senza leader, senza idee, senza programmi, che sa solo proporre nuove tasse, come, ad esempio, la patrimoniale che penalizzerebbe tutte le famiglie italiane, che deprimerebbe gli investimenti, metterebbe in fuga i capitali e riaprirebbe la corsa alla spesa improduttiva. Finché ci sarò io, proposte come queste non passeranno mai: gli italiani lo sanno e possono stare tranquilli la patrimoniale non passerà mai.
Cari amici,
come ormai tutti sapete, le tempeste non mi spaventano, e più grandi sono, più mi convinco che è necessario reagire nell'interesse di tutti i cittadini, nell'interesse del nostro Paese.
In diciassette anni ne ho viste tante: hanno cercato con ogni mezzo di cancellarmi dalla politica e dalla storia, lo hanno fatto anche colpendomi fisicamente, ma mai, dico mai, i nostri avversari avevano raggiunto vette così vergognose di irresponsabilità, di cinismo e di illiberalità, violando le norme più elementari del diritto e usando illegittimamente l'arma dell'indagine giudiziaria a fini di lotta politica. Perché da troppo tempo una parte della magistratura persegue con ogni mezzo il sovvertimento della volontà popolare, e per far questo non si ferma davanti a nulla.
Quando in un Paese democratico - e questo accade solo in Italia - si arriva a violare il domicilio del presidente del Consiglio, e a considerare possibile indiziato di reato chiunque vi entri - significa che il livello di guardia è stato ampiamente superato.
Non è un Paese libero quello in cui quando si alza il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni.
Non è un Paese libero quello in cui un cittadino può trovare sui giornali delle proprie conversazioni che fanno parte del proprio privato e che non hanno nessun contenuto penalmente rilevante.
Non è un Paese libero quello in cui una casta di privilegiati può commettere ogni abuso a danno di altri cittadini senza mai doverne rendere conto.
E' giunto il momento di ristabilire una reale separazione e un corretto equilibrio fra i poteri e gli ordini dello Stato.
Sia chiaro che io non ho alcun timore di farmi giudicare.
Davanti ai magistrati non sono mai fuggito, e la montagna di fango delle accuse più grottesche e inverosimili in 17 anni di persecuzione giudiziaria non ha partorito nemmeno un topolino: i mille magistrati che si sono occupati ossessivamente di me e della mia vita non hanno trovato uno straccio di prova che abbia retto all'esame dei tribunali. Ma io ho diritto, come ogni altro cittadino, di presentarmi di fronte al mio giudice naturale, che non è la Procura di Milano ma il giudice assegnatomi dalla Costituzione, cioè il Tribunale dei Ministri, che non è un tribunale speciale fatto apposta per me, ma è composto da giudici scelti per sorteggio. E avendo la coscienza totalmente tranquilla, lo farò appena sarà stata ristabilita una situazione di correttezza giudiziaria.
Amici cari,
io vado avanti nell'interesse del Paese che mi ha scelto come Capo del governo e che non ha mai rinnegato questa scelta, e lo farò fino a quando sentirò la fiducia degli elettori e della maggioranza del Parlamento, che sono gli unici capisaldi di ogni vera democrazia. Noi governiamo, e continueremo a governare, il fango ricadrà su chi cerca di usarlo contro di noi.
Un saluto affettuoso a tutti Voi.

Silvio Berlusconi 

martedì 18 gennaio 2011

PRESIDENTE, SIAMO CON TE


Il triste spettacolo cui stiamo assistendo oggi circa il vero e proprio massacro mediatico che è calato inesorabilmente come una mannaia poche ore dopo la parziale bocciatura della legge su Legittimo Impedimento sulla vita privata del Presidente Silvio Berlusconi e - badate bene - tutti o praticamente tutti coloro che in circa un anno hanno avuto modo o occasione di varcare le soglie delle proprietà private della 4° Carica dello Stato, è scioccante non tanto per la crudezza o per alcuni aspetti di volgarità di certi contenuti dei fatti penalmente rilevanti che sono stati attribuiti al Premier, quanto per la indegna "cagnara" che si è scatenata a tempo zero e in maniera sincrona intorno a questa vicenda.

Non vogliamo entrare in polemiche sul sesso degli angeli, che ad onor del vero oggi potrebbero essere definite con ben altra sfumatura.  Assistiamo però ad uno spettacolo che mai avremmo voluto vedere, l'Onorabilità dello Stato e delle Istituzioni fatte carne da macello dalla "voglia di sangue" di coloro che nel loro immaginario vedono ormai come già per finito, Silvio Berlusconi.

 Accuse gravi? esiste la presunzione d'innocenza. Se vale per il peggiore criminale di mafia, così come vale per l'On. Gianfranco Fini, DEVE VALERE anche per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

E come si attua la presunzione d'innocenza? Innanzitutto col riservo e con il rigoroso vaglio delle informazioni ottenute in maniera non chiara di documentazioni secretate, allo scopo di tutelare l'ONORABILITA' di Silvio Berlusconi. Sembrerà strano, ma anche lui è portatore sano di onorabilità, come coloro che sono stati coinvolti a vario titolo nella vicenda: chi sbattuto in prima pagina come maitre di un bordello, chi come prostituta, chi come complice di festini hard.

La politica, tutta la politica,  poi dovrebbe essere preoccupata dall'indegno infimo grado di ciarpame politico  in cui l'ha portata il cieco antiberlusconismo. Possibile che non si rendano conto di creare un pericolosissimo precedente? Possibile che non si rendano conto che in gioco non c'è la cacciata dell'odiato nemico, ma la stabilità politica di questo paese, la sua credibilità internazionale? E' mai possibile che non riescano a realizzare che tale onorabilità, tale credibilità non attiene soltanto ai comportamenti del Presidente del Consiglio, ma ai comportamenti di tutto il quadro politico del nostro paese? E' mai possibile che dobbiamo essere proprio noi a dover ricordare a questi signori che la "stabilità democratica" di un paese si valuta non tanto da chi governa, ma da chi e da come fa l'opposizione?

Noi aspettiamo sereni il corso della Magistratura, consapevoli che chi è abituato a valutare i fatti, i fatti saranno il metro di misura, alla fine, di tutto il percorso. Nel frattempo, ci sentiamo di dire due cose:

1) Rinnovare la nostra stima a Silvio Berlusconi. Caro Presidente, non occorre che noi la conosciamo di persona per farci una opinione su di lei: PER LEI PARLANO I FATTI. Consci di questo, le diciamo, vada avanti sereno: noi siamo la dimostrazione vivente che la semina buona porta buoni frutti.

2) Chiedere ai politici del centrodestra, agli amici, a tutti coloro che grazie a Silvio Berlusconi oggi sono quello che sono, di dare, come stanno già facendo pochi e coraggiosi, nel momento di massima tempesta mediatica, una parola di LEALTA'  nei confronti di un uomo che ha fatto molto per il nostro paese. Non sono certo tenuti a farlo, e nessuno chiede a nessuno di essere quello che non è. Ma ricordatevi che se è vero che nei momenti topici si vede la "pasta" della gente, forse oggi è proprio uno di quei momenti, e quella categoria oggi tanto bistrattata che risponde al nome di "Popolo Sovrano" sta osservando tutto, e tutti, e i loro comportamenti.


PRESIDENTE, NOI SIAMO CON TE !



sabato 15 gennaio 2011

OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA : mercanzia importata da BISANZIO !


IL COMPITO DELL' OPPOSIZIONE E' IL CONTROLLO DELL'OPERATO DI CHI GOVERNA

A meno che non s'intenda " propositiva nel settore edile ", io questa aggettivazione non riesco a comprenderla. E dire che la sento ripetere da tempo, e dire che i risultati si vedono !

Nel DUCEnnio delle EMOZIONI DA NON INTERROMPERE l'opposizione s'è sempre dichiarata " COSTRUTTIVA ".

Ci abbiamo rimesso l'Ospedale, 
ci abbiamo rimesso la liquidazione della Promozione Castelli Romani ( che dire il fallimento sarebbe più appropriato in quanto non c'è proprio nulla da liquidare), 
ci abbiamo rimesso la DOGANELLA,
ci abbiamo rimesso i terreni ANAGNINA 1,
ci stiamo rimettendo i terreni a CINECITTA'-QUADRATO , 

ci siamo indebitati fino al collo, per non dire di quel grande investimento partecipativo che corrisponde al nome di CONSORZIO GAIA !

Ci abbiamo guadagnato CEMENTO, CEMENTO e ANCORA CEMENTO........ ovvero l'ingrediente, la materia prima della COSTRUTTIVITA'

AMMAZZA CHE AFFARE L'OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA !


Chissà che azione costruttiva ha fatto l'OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA nel DUCEnnio se non s'è neppure accorta che circa 1.376.000 euro sono spariti in un progetto teso a valorizzare, avviare, scoprire, avviare........... il NULLA !

Parlo dell' AFFAIRE RES NOVA bocciato all'unanimità dall'attuale CONSIGLIO COMUNALE ( anche se col distinguo di qualche POMPIERE ), col voto cioè degli stessi consiglieri di maggioranza oggi e al tempo presenti a PALAZZO MARCONI. Ma a questo dedicherò in seguito una serie di interventi !

Fortuna che l'OPPOSIZIONE è recentemente cambiata e che parte della stessa sta svolgendo quella che è la FUNZIONE QUALIFICANTE DI UNA OPPOSIZIONE : IL CONTROLLO !

Tanto, è dimostrato che la MAGGIORANZA NON ASCOLTA: il caso della RACCOLTA DIFFERENZIATA ne è tipico esempio !

Il periodo migliore per Frascati sono stati gli anni 55/75 quando la rettitudine era presupposto essenziale degli amministratori ed un forte PARTITO COMUNISTA ITALIANO braccava quasi ferocemente la DEMOCRAZIA CRISTIANA. Allora non si campava di politica e ad un' OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA non ci pensavano lontanamente nè DON CAMILLO nè, tantomeno, PEPPONE.

ERANO TEMPI SENZA OMBRA DI DUBBIO MIGLIORI !



Angelo Cristofanelli

venerdì 14 gennaio 2011

UNA PERSECUZIONE DA RECORD CONTRO DI ME



Care amiche e cari amici,

questa è la prima volta che mi rivolgo a voi nel nuovo anno. Un anno che sarà decisivo per tanti aspetti del nostro futuro. Un anno nel quale sarete chiamati a una sforzo straordinario per far capire agli italiani quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo, per costruire un'Italia più moderna, più liberale, più prospera...
E questo nonostante siano ogni giorno in tanti a provare a metterci i bastoni fra le ruote, con attacchi e aggressioni quotidiane che si aggiungono alle manovre parlamentari e alle congiure di palazzo che come sapete abbiamo dovuto sventare.
L'ultimo episodio, la sentenza della Corte Costituzionale sul legittimo impedimento, è stato usato ancora una volta dai nostri avversari per attaccarci in modo scomposto. In realtà è una sentenza che nonostante molti aspetti discutibili, conferma la validità dell'impianto della legge, pur rendendone più difficile l'applicazione. Ma soprattutto non mi preoccupa perché nulla ho da temere da processi francamente assurdi nel merito. Così assurdi da essere incredibile il fatto che molti magistrati abbiamo dedicato e dedichino tanto tempo e tante risorse a vicende francamente ridicole.
Io non vedo l'ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde. Ma non credo, e per questo la nostra maggioranza aveva voluto quella legge, non credo che serva al paese una continua guerra fra la politica e una parte della magistratura. Credo che occorra invece un lavoro serio, un lavoro in un clima più sereno, per far ripartire l'Italia, e per portare a termine le riforme e credo anche che io, quale Presidente del Consiglio che non dovrei perdere tanto tempo per vicende così assurde.
Per quanto mi riguarda da quando sono sceso in campo per servire il Paese è in atto una evidente persecuzione politica da parte dei magistrati di sinistra sostenuti dalla sinistra politica, una persecuzione che si è articolata su 105 indagini e in 28 processi, il record assoluto credo di tutta la storia dell'uomo in qualunque paese del mondo.
Questi processi hanno impegnato i miei difensori in 2.560 udienze, con più di 1.000 magistrati intervenuti con un costo, per me, di oltre 300 milioni di euro in avvocati e consulenti e credo con un costo di pari importo per lo Stato e quindi per i contribuenti.
E soprattutto per nessuno di questi errori giudiziari i magistrati che mi hanno infangato hanno pagato dazio.
I 28 processi hanno dato luogo a:
• 10 assoluzioni
• 13 archiviazioni e sono 5 i processi ancora in corso:
Nessuno di questi processi è collegato alla mia attività di governo come Presidente del Consiglio.
Mi pare che ogni commento sia superfluo. Sono gli stessi numeri a denunciare la persecuzione politico-giudiziaria a cui sono stato e sono sottoposto con l'evidente finalità di farmi fuori, essendo io considerato, da parte della sinistra e dei suoi giudici, un ostacolo insuperabile e quindi da eliminare con ogni mezzo per il raggiungimento del potere.
Quanto ai processi ancora in corso sono tutti processi grotteschi, ridicoli, inventati da parte dei PM di sinistra, processi che proprio per questo non mi preoccupano affatto.
Certo, senza il legittimo impedimento dovrò sottrarre del tempo all'attività di governo, ma questo ai giudici di sinistra non dispiace di certo.
Voglio ricordare che il legittimo impedimento "rinviava" la discussione del processo ma sospendeva il tempo della prescrizione.
Mi aspettavo francamente che dopo la sentenza della Corte, per ricominciare, attendessero almeno una settimana. Invece i PM di Milano non hanno resistito e la sera stessa mi hanno mandato il loro biglietto di auguri per il nuovo anno e per l'occasione si sono inventati il reato di "cena privata a casa del Presidente".
Ho dedotto che sono invidiosi e che mi fanno i dispetti per non essere stati invitati anche loro.
Però ci sono delle persone contente, sono i miei avvocati. Sono sicuri che con me non gli mancherà mai il lavoro.
Invece se volessi prendere sul serio un'iniziativa che seria in realtà non è, direi che si è superato ogni limite e che alcuni magistrati che non potrebbero neppure indagare per ragioni di competenza funzionale e territoriale stanno tentando di sovvertire le regole fondamentali della democrazia.
Ad alcune persone è bastato venire una volta a cena a casa mia, la casa del Presidente del Consiglio per avere il proprio cellulare controllato e i propri spostamenti controllati per alcuni mesi, prima ancora che fosse iniziata ufficialmente l'indagine preliminare nei miei confronti.
Come al solito domani tutto finirà sui giornali che grideranno allo scandalo seminando veleno e fango nei miei confronti con una intromissione nella mia vita privata che non ha precedenti nella storia del nostro Paese e che dimostra la necessità di intervenire con urgenza per evitare che certi magistrati possano impunemente violare la privacy dei cittadini comprimendo la loro libertà.
Poi, come al solito, anche questa vicenda finirà nel nulla perché nel nulla si basa ma intanto il Presidente del Consiglio e l'Italia saranno stati infangati senza che nessuno poi paghi alcunché.
Torniamo alla situazione politica.
Solo chi è in malafede può negare che, malgrado tutti gli ostacoli posti, malgrado la stagione politica così difficile, il nostro governo abbia saputo affrontare senza drammi sociali la crisi economica mondiale. Soltanto chi è in malafede può negare che già in questi due anni e mezzo abbiamo realizzato una stagione di riforme che ha pochi precedenti nella storia italiana.
Ricordo soltanto due riforme: il Federalismo Fiscale e la riforma dell'Università, che da sole cambieranno il volto di questo Paese negli anni a venire.
Ma naturalmente rimane molto da fare. L'Italia ha drammaticamente bisogno di modernizzarsi, nelle sue infrastrutture, nella sua macchina amministrativa, nelle sue regole istituzionali.
Le vicende di questi ultimi giorni, la vicenda Fiat è uno spartiacque, fra quanti, nelle imprese e nel sindacato, vogliono la modernità, e quanti si illudono di poter strumentalizzare i lavoratori per tornare al passato.
Come sempre, il principale partito della opposizione è diviso, non ha una linea, non ha il coraggio si sposare la strada della modernità.
Anche per questo abbiamo il dovere di continuare a governare, forti del nostro consenso che in Parlamento va crescendo, e rimane elevatissimo nel Paese. Abbiamo accolto dunque con favore la disponibilità di molti deputati a senatori ad appoggiare la maggioranza in nome della responsabilità nazionale.
Avevamo indicato la fine di gennaio per verificare se il governo può contare su una buona maggioranza, ma sono certo che anche prima avremo i numeri sicuri per andare avanti a completare il programma di riforme e quindi la legislatura.
La nostra maggioranza è sempre forte, ripeto, è forte nei numeri, è forte di un consenso popolare che non è mai venuto meno, è forte di un alleato affidabile come la Lega e dei 2 nuovi "gruppi di responsabilità nazionale" che si stanno formando in Parlamento, alla Camera e al Senato. Un gruppo di deputati e senatori moderati che, pur provenienti da varie sigle politiche, si sono resi conto che il tentativo del 14 dicembre di rovesciare il governo era un atto di assoluta irresponsabilità e un'autentica follia in un momento di crisi economica mondiale.
Questi nuovi "gruppi di responsabilità nazionale" costituiranno la terza gamba della maggioranza insieme al Popolo della Libertà e alla Lega e consentiranno al governo di procedere speditamente nella realizzazione del programma.
Il Governo completerà dunque il suo programma e completerà la legislatura, io ne sono assolutamente convinto.
Ricordo, tuttavia, che le riforme non sono il solo obbligo di governo, perché un governo deve prima di tutto governare, deve cioè amministrare, deve mantenere a posto i conti pubblici, deve pagare con regolarità gli stipendi ai dipendenti pubblici, deve pagare puntualmente le pensioni ai 18 milioni di pensionati, deve sostenere economicamente chi perde il lavoro. Deve garantire la sicurezza dei cittadini, deve difendere il territorio dalle intromissioni di clandestini, deve tutelare gli interessi dell'Italia in Europa e nel mondo. E tutto questo noi l'abbiamo fatto e lo facciamo in modo superlativo.
Care amiche, cari amici,
il compito che spetta a voi è importante. E' quello di raccontare, di spiegare, di convincere. Per le strade, fra la gente, nei luoghi di lavoro, dove si formano le vere opinioni della gente. I giornali raccontano – purtroppo – soprattutto pettegolezzi e svolgono sempre più spesso un'opera di disinformazione.
Noi siamo la gente del fare. E questo dovrete farlo capire sempre meglio agli italiani.
Con il vostro impegno, con il vostro aiuto sono certo che come sempre ce la faremo.
Quindi a tutti, un buon 2011, un anno di grandi impegni, ma anche, vedrete, di grandi successi, nelle vostre vite e nelle nostre battaglie di libertà.
Ancora a tutti un abbraccio affettuoso e un buon anno.

Silvio Berlusconi

fonte: Popolo della Libertà

mercoledì 12 gennaio 2011

LUPI: Contro i cristiani violenza intollerabile


11 gennaio 2011

"Per l’ennesima volta assistiamo ad un atto di intollerabile violenza nei confronti dei cristiani. Stavolta accade in Nigeria. E viene spontaneo, oltre al dolore per la strage, chiedersi quanti morti ancora servono affinche’ la comunita’ internazionale decida di attivarsi per affrontare quello che e’, a tutti gli effetti, un problema per la nostra democrazia.

E’ ora di mettere fine a questo assordante silenzio. Tutte le istituzioni, europee e non, devono scendere in campo e combattere l’intolleranza religiosa che sfocia in una forma assurda di violenza verso i cristiani. Non possiamo perdere altro tempo". Lo ha dichiarato il deputato del Pdl Maurizio Lupi, vice presidente della Camera.

fonte: Popolo della Libertà

martedì 11 gennaio 2011

CAPEZZONE: La mozione su Bondi e' un errore ingiustificabile

11 gennaio 2011

"La mozione di sfiducia presentata contro Sandro Bondi e’ un errore politico ingiustificabile da parte di chi l’ha presentata.

Chiunque abbia onesta’ intellettuale, indipendentemente dalle appartenenze politiche, sa che le accuse mosse contro il Ministro della Cultura sono frutto di pregiudizio, o, peggio ancora, della volonta’ di speculare e fare propaganda da parte della peggiore opposizione, che si e’ cosi’ abbandonata ad una delle pratiche piu’ detestabili in politica: l’attacco personale violento e immotivato. Qualunque deputato ragionevole, di buon senso, al di la’ della sua collocazione politica, non potra’ fare altro che votare per respingere quella mozione. E quella mozione sara’ solo ricordata come un atto di insipienza politica, e insieme di arroganza, da parte dei presentatori".
Lo ha affermato in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl

fonte: Popolo della Libertà 

BONDI: Nel Pd solo in privato confessano cio' che negano in pubblico


10 gennaio 2011 

"Nel Pd ormai, come conferma oggi Rutelli e dimostra il caso D’Alema, sono diventati dei nicodemiti. Solo negli incontri privati hanno il coraggio di confessare cio’ che negano pubblicamente in maniera perfino brutale.

Naturalmente in questo modo li nobilto, perche in realta’ sono solo degli uomini che rinunciano semplicemente all’altezza dei veri sentimenti e alla serieta’ delle vere imprese politiche". Così si e’ espresso il nostro coordinatore nazionale e ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi.





 

FARINA-BERGAMINI-VOLONTE': Mai impedire l'obiezione di coscienza

10 gennaio 2011

"Dal discorso del Papa di oggi viene un’importante lezione su quali siano i valori decisivi in gioco: la liberta’ religiosa, la liberta’ di educazione e il diritto all’obiezione di coscienza in primis. E qui e’ venuto in luce come l’azione del Partito popolare europeo, e in esso dei rappresentanti italiani, sia una difesa decisiva di questa visione del bene comune".

Lo hanno affermato i parlamentari del Ppe Renato Farina, Luca Volonte’ e Debora Bergamini   "Pochissimi si erano accorti delle recenti importanti decisioni del Consiglio d’Europa, dove la rappresentanza italiana del Partito popolare europeo (erano presenti al voto cinque esponenti del Pdl, Farina, Bergamini, Nessa, Tofani, Russo e uno dell’Udc, il capogruppo Ppe Volonte’) ha guidato la battaglia in commissione e in aula per impedire la limitazione dell’obiezione di coscienza dei medici e degli operatori sanitari a proposito di aborto (mentre non c’era nessuno della sinistra e della Lega).

Benedetto XVI oggi ha messo sotto gli occhi di tutti questo gravissimo scampato pericolo. E di questa attenzione  lo ringraziamo. Ha detto il Papa: ’Non si puo’ che rallegrarsi dell’adozione da parte del Consiglio d’Europa, nello scorso mese di ottobre, di una risoluzione che protegge il diritto del personale medico all’obiezione di coscienza di fronte a certi atti che ledono gravemente il diritto alla vita, come l’aborto’".

fonte: Popolo della Libertà

mercoledì 5 gennaio 2011

MAURO: La Ue assuma azioni concrete a favore dei cristiani nel mondo

Lo ha affermato l’eurodeputato del Pdl Mario Mauro. "Nel mirino c’e’ proprio il cristianesimo o l’intero occidente? - si chiede Mauro, che e’ anche rappresentante dell’Osce contro razzismo, xenofobia e discriminazioni - Da lungo tempo sottolineaimo l’urgenza di questa situazione che va al di la’ delle circostanze politiche di ogni singolo stato e che richiede di essere affrontata nel suo complesso".

Per questo "l’azione dell’Unione europea deve farsi sempre piu’ incisiva e puntuale in difesa della liberta’ religiosa, soprattutto delle comunita’ cristiane. Dobbiamo assumere un ruolo di leadership all’interno delle relazioni diplomatiche con il resto del mondo".

Di questa leadership e di proposte "come quella di vincolare gli aiuti economici alla tutela delle minoranze religiose ed etniche - conclude il presidente degli eurodeputati Pdl - dovrebbe farsi portavoce per l’Ue l’alto rappresentante attraverso un’azione diplomatica capillare e mirata ad aprire un dialogo efficace con i paesi dove la liberta’ di religione e’ piu’ minacciata."
fonte: Popolo della Libertà

BERLUSCONI: Cesare Battisti e' un criminale vero rivestito di ideologia politica



"Durante l’incontro con Torregiani mi sono fatto l’idea che Battisti si sia rivestito di ideologia politica nella sua realta’ di criminale vero che operava nella maniera terribile che tutti sono venuti a conoscenza".

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al termine di un incontro avvenuto all’interno dell’Aeroporto militare di Linate con il figlio dell’orefice Pier Luigi Torregiani, ucciso nel ’79 da Cesare Battisti a Milano.

"Sono rimasto molto impressionato dal racconto che mi ha fatto Torregiani. Ho voluto quindi portare la mia solidarieta’ personale, proponendogli di recarsi a Bruxelles la terza settimana di gennaio, per una conferenza stampa che il Ppe organizzera’ per fare conoscere la realta’dei fatti a tutta la stampa europea e rendere cosi’ possibile la giustizia da parte della corte dell’Aja".



fonte: Il popolo della Libertà

martedì 4 gennaio 2011

Riflessioni di un fine d'anno che si chiude con amarezza.

L'anno 2010 si chiude per l'Italia con due eventi che lasciano tanta amarezza.


di Francesco D'Amico


Oggi 31 dicembre 2010, il Presidente del Brasile Lula ha deciso di respingere la richiesta d'estradizione per Battisti.  Ma, la notizia veramente dolorosa che ci colpisce oggi è che un nostro Alpino è stato ucciso da un cecchino nella Base di Baji in Afghanistan.

Un pensiero ai parenti e agli amici del nostro soldato, a coloro che gli vogliono bene. Una morte ancora più dolorosa in quanto proditoria.

Stiamo pagando un prezzo molto alto, per perseguire i nostri ideali di democrazia nei paesi cosiddetti "a rischio".

Siamo il terzo paese al mondo per impegno di uomini e mezzi in operazioni di "peace keeping", dopo USA e GB. Siamo universalmente considerati tra i più bravi, se non i più bravi, nel portare in situazioni di "bassa democrazia" comportamenti, atteggiamenti, aiuti concreti, per non dire "l'esempio" stesso di che cosa sia la parte migliore del mondo più avanzato e democraticamente più progredito.

Oggi però scopriamo che un paese, il Brasile, per bocca del suo presidente Lula, considera il nostro paese, un paese democraticamente "a rischio", dove, un ex terrorista, rischia concretamente la vita per una possibile ritorsione politica, per non dire addirittura una "vendetta politica".

Il nostro ministro Frattini, che ricorda a Lula gli impegni bilaterali presi, e il nostro essere un paese pienaemente in grado di gestire il caso, viene bollato come "impertinente", che nell'accezione significa "non congruo".

Noi che abbiamo conosciuto la dittatura sulla nostra pelle, e pagata con un prezzo altissimo, oggi andiamo in quei paesi con problemi analoghi, quale esempio di un popolo che ha saputo risorgere e diventare un campione di democrazia, e lo facciamo pagando un prezzo altissimo di vite umane.

Il Brasile ci dice che non siamo sufficientemente "democratici" per far scontare, con tutte le garanzie del caso, a Battisti, 4 ergastoli per 4 omicidi.

Il pensiero corre allora ad altre "vittime". Le vittime del signor Cesare Battisti.

L'amarezza è tantissima. Ma, non perchè non ci venga riconosciuto quello che siamo; fortunatamente (sfortunatamente per il presidente Lula) per noi parlano i fatti.

L'amarezza è per i parenti delle vittime, di chi si è visto ucciso il padre, macellaio o gioielliere, o chi si è visto ridotto in carrozzella, perchè era "l'esempio di chi si arricchisce col capitalismo". O perchè era una guardia carceraria. O perchè era un poliziotto e faceva il suo duro e malpagato lavoro per tutelare tutti noi.

Ma vallo a spiegare a Lula. Noi saremmo un paese con una democrazia "a rischio". Secondo lui, se Battisti fosse estradato in Italia, correrebbe seri pericoli per la sua incolumità fisica, perchè potrebbe essere oggetto di "vendetta politica". Magari nelle nostre carceri potrebbe fare una brutta fine...

"Chiagne e fotte". In questo caso si potrebbe dire "chiagne e uccide". Lo vedi, lo senti parlare, lui è una vittima. Di tutto. Di tutti. Forse è solo vittima di sè stesso. E maledetta la sorte che ha fatto incrociare la sua strada con quella delle sue "vere" vittime, che oggi non possono lamentarsi. Non possono dire nulla.

La Giustizia. Il nostro Stato si fonda sul concetto che, siccome non si deve andare in giro a farsi giustizia da soli, la Giustizia la garantisce lo Stato. Il poliziotto allora non gli ha sparato per primo, ma si è fatto uccidere, in nome di questa Giustizia. Stessa cosa gli altri, i quali, non hanno applicato la "sua" giustizia, quella del Far West, quella della rivoluzione, ma quella "nostra", quella democratica, in cui crediamo tutti noi, e sono morti. Perche noi, "poveri fessi", ci crediamo alla Giustizia. Battisti la "nostra" Giustizia la contesta, la rifiuta. Per farlo ha rapinato, ha ucciso, è evaso, è andato in altri paesi facendosi compatire, sostenendo di essere un perseguitato.

Bè, oggi l'amarezza è tanta, e mi chiedo se sia giusto applicare la "nostra" Giustizia ad un individuo del genere, oppure, invece, se a conti fatti, non fosse più "giusto" prendere la "sua" giustizia, e mandare un paio di 007, ed applicarla a lui.

NO! noi non lo faremo mai, perchè siamo un paese democratico, siamo un popolo civile. Noi non crediamo alla Giustizia perchè siamo stati "educati a crederlo", così, come sottilmente fa intendere Lula: un paese che "si crede" democratico, ma che in realtà non lo sarebbe, secondo lui.

Noi crediamo alla Giustizia per convinzione, perchè siamo un paese democratico, un popolo profondamente compassionevole e tollerante, che ha pagato sulla propria pelle un prezzo enorme per essere, finalmente, libero.

Alla fine Battisti non conta. Conta che questa storia ci faccia capire chi siamo veramente, e su quale gradino del mondo siamo.

fonte : Club della Libertà di Frascati 

FRATTINI: L'Europa discuta sulle violenze contro i cristiani

03 gennaio 2011



Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiesto una discussione politica al prossimo Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Unione europea del 31 gennaio sul tema delle violenze e discriminazioni contri i cristiani nel mondo. Lo annuncia una nota della Farnesina.

"Gli ultimi episodi, quelli delle violenze in Nigeria e gli attentati ad Alessandria, in Egitto, hanno tragicamente confermato che il fenomeno dell’intolleranza religiosa, soprattutto contro i cristiani, ma che non risparmia anche le altre minoranze religiose, ha assunto un’intensita’ e dimensioni troppo gravi e preoccupanti e assolutamente inaccettabili per tutti coloro che hanno a cuore i diritti dell’individuo", ha affermato Frattini, secondo quanto riferisce una nota della Farnesina. "E’ quindi il momento di una risposta politica forte ed univoca da parte di tutti i governi che hanno a cuore i diritti dell’individuo, dei quali la liberta’ di fede e’ componente fondamentale -ha proseguito il ministro- L’Unione europea, che ha posto la primazia dei diritti individuali alla base dei suoi principi costituzionali, deve essere in prima linea in questa battaglia. E’ questo quanto oggi l’Italia chiede all’Ue".

Negli ultimi due anni, ricorda Frattini in una nota, in piu’ occasioni il governo italiano ha richiamato l’attenzione dell’Unione ad agire in maniera determinata ai numerosi episodi di violenze contro le minoranze cristiane nel mondo. Grazie a questi sforzi l’ Unione europea ha approvato l’anno scorso un Piano d’Azione per favorire un’azione concordata dei Paesi membri nel monitoraggio del trattamento delle minoranze religiose nel mondo.
"Il Piano d’azione e’ stato un grande passo in avanti. E’ venuto pero’ il momento di renderne piu’ concreta l’attuazione l’attuazione, alla luce di una realta’ sempre piu’ preoccupante. Forniremo nei prossimi giorni un contributo di idee e proposte da condividere con gli altri partners europei che io stesso consultero’ per realizzare un cambio di marcia nell’azione dell’Unione in questo settore, per renderla, come occorre, assai piu’ incisiva ed efficace".

BERLUSCONI: Dolore per l'uccisione del nostro militare



Il cordoglio del Presidente del consiglio             
31/12/2010 

"Ho appreso con dolore la notizia dell’uccisione del nostro militare in Afghanistan. Tutto il governo e’ vicino alla sua famiglia a cui cercheremo di offrire il massimo sostegno possibile. Ribadiamo la nostra gratitudine a tutti i nostri ragazzi che consentono al nostro Paese di operare per la pace, non solo in Afghanistan, ma in molte altre parti del mondo".

La nota del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per ricordare il caporal maggiore Matteo Miotto, caduto in Afghanistan e del quale si celebrano i funerali lunedì 1°gennaio.

fonte: Il Popolo della Libertà

giovedì 30 dicembre 2010

INTOLLERABILE L'IMBARBARIMENTO DI CERTA POLITICA. "BASTA CON LE AGGRESSIONI AL MINISTRO BONDI"

Basta con le aggressioni "vili, feroci e pretestuose" al ministro Sandro Bondi. Il duro attacco a Bondi avanzato dalle opposizioni e da chi le sostiene non ha alcun fondamento sostanziale. Il dibattito sul tema muove da presupposti che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà. Non siamo di fronte ad un normale giudizio politico ma al tentativo di colpire, attraverso una martellante campagna di stampa contro Bondi, il presidente Berlusconi stesso. E' del resto evidente che l'aggressione continua al premier sia l'unica missione di una sinistra che, in questi due anni, si è dimostrata incapace di formulare proposte e programmi. Chiunque si presti a questa strumentale operazione contro Bondi, pertanto, commette un gravissimo errore politico.

In queste settimane, abbiamo ricevuto moltissimi messaggi ed email di protesta da cittadini stanchi dell'"imbarbarimento" di certa politica. Mentre il presidente Berlusconi dedica tutto il suo tempo a governare, per realizzare le riforme che il nostro paese attende da anni, e si impegna al massimo per garantire la tenuta ed il rilancio della nostra economia, c'è chi – a quanto pare – lavora soltanto per creare instabilità. Il ministro Bondi è da tempo vittima di un'aggressione vile e pretestuosa, volta a colpire il cuore del nostro partito e indirettamente il premier. Sandro Bondi, infatti, non è solo un ottimo ministro e l'apprezzato coordinatore nazionale del Pdl, ma è anche e soprattutto una persona nella quale il presidente Berlusconi ripone piena fiducia e alla quale affida la diffusione del suo pensiero. Proprio per questo il ministro, che è anche il responsabile del settore formazione e cultura dei Promotori della Libertà, è ora bersaglio degli attacchi più feroci, che meritano una reazione forte.

Il clima di odio che certi personaggi alimentano nel paese è in fondo l'autentica matrice morale dei nuovi atti di violenza a sfondo politico, dei quali l'attentato della notte scorsa alla sede della Lega Nord è solo l'ultimo in ordine di tempo. Per questa ragione noi che rappresentiamo la base dei militanti del Pdl, non ci sentiamo più disposti a tollerare l'irresponsabilità ed i metodi spregiudicati della vecchia politica. Oggi il presidente Berlusconi e tutti i ministri del suo governo, nessuno escluso, mostrano di essere gli unici ad avere a cuore l'interesse del Paese e dei cittadini, sopra ed oltre quelli di parte e di partito. Tutti noi che apparteniamo al Popolo della Libertà siamo ben abituati a composte forme di dialettica politica. Ma se questa non sarà sufficiente siamo pronti a fare sentire forte e chiara la nostra voce.



I Promotori della Libertà

domenica 26 dicembre 2010

MELONI: Nella preparazione della riforma universitaria gli studenti sono stati ascoltati

"La riforma dell’Universita’ va avanti da due anni, non abbiamo mai impresso accelerazioni o impedito il dialogo e in questo periodo ci sono stati tavoli al Ministero dell’istruzione, ai quali ho partecipato anch’io, nei quali abbiamo cercato di raccogliere le istanze del movimento studentesco. E infatti ci sono, nel ddl Gelmini, cose che mettono al centro proprio i ragazzi". Lo ha affermato il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, intervenendo a una videochat sul sito on line del Tg1.
"A me che credo molto alla partecipazione giovanile piacerebbe molto poter parlare nelle universita’, se qualcuno mi chiamasse andrei volentieri. Li incontrerei adesso se me lo chiedessero". Il ministro ha detto di non capire esattamente su cosa non siano d’accordo gli studenti, e ha insistito sul fatto che "non e’ vero che si siano tagliati miliardi all’universita’: "il taglio e’ solo del 3 per cento" ha assicurato. Meloni ha quindi accennato all’atteggiamento dell’opposizione sulla riforma: "la sinistra difende lo status quo. E’ vero che l’opposizione fa il suo mestiere, ma su questioni come questa si poteva tentare di uscire dalla contrapposizione. Puo’ essere che la nostra ricetta non sia la migliore, ma nessuno ne ha proposta una alternativa. Non ne vedo, in giro vedo solo slogan. Il governo deve dare risposte a tutti gli studenti, che sono un milione e 700 mila e non solo ai 3.000 che oggi erano in piazza".

Il nostro ministro ha commentato la richiesta degli studenti alla Cgil di indire uno sciopero generale: "I ragazzi dovrebbero chiedere alla Cgil qualcos’altro, ad esempio una maggiore attenzione per quella parte della societa’ che ha minori garanzie. In Italia ci sono banche che hanno nello statuto come priorita’ l’assunzione per i figli dei dipendenti, e questo con l’avallo dei sindacati. Per fortuna Susanna Camusso ha detto che cio’ non e’ piu’ accettabile". "C’e’ una parte del movimento studentesco molto ideologizzata e una parte che invece racconta di un disagio reale, dovuto alla realta’ difficile. Il governo deve ascoltare questi ragazzi quando vogliono fare proposte. Uguaglianza e meritocrazia, tutti sulla stessa linea di partenza occorre scardinare i meccanismi di privilegio e di potere consolidato: su questo proviamo a costruire un’alleanza generazionale".

fonte: Il Popolo della Libertà