07 febbraio 2011
"Il caso della turista italiana rapita nel Sahara e più in generale le manifestazioni di piazza in Egitto e le tensioni politiche in altri paesi africani o asiatici, ripropongono con forza il problema della sicurezza dei nostri concittadini che si recano in questi Paesi o in altri Paesi considerati, anche temporaneamente, a rischio".
Lo ha affermato il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, affrontando direttamente il tema legato al rimpatrio dei nostri connazionali dall’Egitto e all’incidente avvenuto in Algeria.
"Troppo spesso vengono scelte destinazioni internazionali per le proprie vacanze sulla base di suggestioni e curiosità, senza ben approfondire prima gli eventuali rischi e pericoli ai quali ci si potrebbe esporre. E’ dunque essenziale, prima di decidere se partire, informarsi bene sulla situazione in cui si trova il Paese individuato. Per questa ragione ed alla luce dei recenti fatti di cronaca, ho voluto istituire il servizio "Vacanze Sicure" di Easy Italy. Il call center del Ministero del Turismo, Easy Italy, è attivo 7 giorni su 7 e risponde in tutte le principali lingue, compreso il russo ed il cinese. Componendo il numero telefonico 039039039 sarà possibile avere in tempo reale ogni tipo di informazione circa le aree più "calde" del mondo ed i paese nei quali è, per lo meno temporaneamente, sconsigliato recarsi. Le stesse informazioni sono reperibili anche via web sul portale ufficiale del turismo italiano, www.italia.it, che si collega direttamente ai due siti del Ministero degli Esteri (Viaggiare sicuri e Dove siamo nel mondo), aggiornati in tempo reale per quanto riguarda le condizioni di ogni singolo paese.
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Benvenuti nel blog ufficiale del gruppo dei Promotori della Libertà "Frascati Città"
martedì 8 febbraio 2011
BRAMBILLA: Nasce Vacanze sicure di Easy Italy
domenica 6 febbraio 2011
ABBIAMO IL DOVERE DI CONTINUARE A GOVERNARE
Messaggio del Presidente Silvio Berlusconi ai Promotori della Libertà
Cari amici,
torno a rivolgermi a voi, dopo una settimana densa di avvenimenti in Italia e nel mondo.
Mentre da noi alcuni magistrati perseverano nell'intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini e i giornali appaiono concentrati solo a guardare queste vicende, come dal buco della serratura, nel mondo, e più precisamente alle nostre frontiere, stanno avvenendo cambiamenti epocali.
La frustrazione, la disillusione, il risentimento che nascono dalla povertà e dalla mancanza di regole democratiche, potrebbero incanalare le proteste che si sono manifestate in Tunisia e in Egitto verso le posizioni dell'integralismo islamico e del rigetto dei valori dell¹Occidente.
Per questo anche noi abbiamo grandi responsabilità: dovremo impegnarci per estendere i benefici del progresso economico a tutti i Paesi del mondo; dovremo assecondare e sostenere una ordinata evoluzione democratica anche in quei Paesi che riescono faticosamente ad uscire da regimi e non possono contare su consolidate tradizioni liberali.
Per quanto ci riguarda difficilmente potremo vivere a lungo in un'isola tutto sommato felice, come la nostra Europa, il nostro Occidente, che sono circondati da acque tempestose e da ogni tipo di pericoli e di minacce.
Per queste ragioni saranno molto importanti le decisioni che verranno prese dai prossimi vertici europei, dal G8 e dal G20.
E veniamo ai problemi del nostro Paese.
Durante questa settimana, dicevo, sono avvenuti alcuni fatti importanti.
Innanzitutto, il Parlamento ha respinto, in una sola giornata, con una maggioranza ampia e qualificata, la richiesta della procura di Milano di perquisire gli uffici della segreteria politica di un parlamentare, un certo Silvio Berlusconi, sempre lui, mentre il Governo ha fatto un ulteriore passo in avanti nell'approvazione del federalismo fiscale, approvazione che completeremo in Parlamento nel pieno rispetto delle procedure previste dalla stessa legge di riforma (e delle indicazioni del Capo dello Stato).
Si tratta di un risultato estremamente positivo, di una riforma fondamentale per rendere l'Italia più moderna e efficiente.
E' la conferma che il governo sta procedendo senza esitazioni nella realizzazione del nostro programma, del quale il federalismo rappresenta un punto essenziale.
Questa riforma garantirà che una parte consistente delle risorse rimangano sul territorio che le ha prodotte, pur senza venir meno ai doveri di solidarietà nazionale che ci impone il fatto stesso di vivere uno Stato del quale fra breve celebreremo i 150 anni dell'unità.
E' significativo che proprio questo anniversario coincida con una riforma così importante e profonda dell'assetto del nostro Stato. Grazie al federalismo fiscale i cittadini potranno infatti meglio controllare l'impiego delle risorse, e gli amministratori locali saranno più responsabilizzati. Questo significherà meno costi, servizi più efficienti, una competizione virtuosa fra le regioni per garantire al cittadino migliori condizioni di vita.
Significherà anche per le regioni più forti la possibilità di gestire al meglio la ricchezza prodotta dai loro cittadini. Per le regioni più deboli significherà la possibilità di liberare e mettere in gioco tutte le loro risorse e le loro capacità passando da un regime di sovvenzioni e sperperi ad uno di responsabilità. E' una sfida impegnativa per le regioni sia del Nord che del Sud, che potranno e dovranno dimostrare di avere una classe dirigente all'altezza del proprio compito.
Mercoledì prossimo, infine, terremo un consiglio dei ministri, in seduta straordinaria, per il varo di importanti provvedimenti in materia di sviluppo economico.
Dall'inizio della legislatura ad oggi la nostra ottima squadra di governo ha lavorato con grande energia, con una determinazione e con una compattezza che ha pochi precedenti.
Abbiamo ottenuto in questo modo risultati straordinari, che nessun governo è mai stato capace di conseguire in così poco tempo.
Purtroppo, inaspettatamente, si è verificata nella maggioranza la diaspora del Fli.
Il paradosso è che il germe della divisione è stato inoculato all'interno del Popolo della Libertà da uno dei fondatori del nuovo partito, l'on. Fini, eletto, proprio con il voto della maggioranza, a Presidente della Camera.
Così uno stillicidio di polemiche, di critiche e di distinguo pressoché quotidiani ha finito per offuscare i meriti dell'azione del nostro governo e alla fine ha condotto alla nascita di un nuovo gruppo parlamentare e di un nuovo partito, passato all'opposizione in alleanza con la sinistra, tradendo il voto degli elettori e consegnandosi ad un futuro di consensi, valutato dagli esperti all'1,6%.
Nonostante questa scissione, che ha diminuito logicamente i numeri della nostra maggioranza, negli ultimi 2 mesi il nostro governo si è presentato per ben 8 volte consecutive di fronte al Parlamento che ci ha confermato sempre la sua fiducia.
Al contrario l'opposizione, mentre il governo si è consolidato e si è rafforzato, l'opposizione si è sgretolata, si è divisa, si è indebolita, ma continua a cercare di intralciare l'azione del governo e a chiedere le nostre dimissioni ed elezioni anticipate.
Ma noi non abbiamo cambiato la nostra posizione. Abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che le elezioni anticipate siano un danno per il nostro Paese.
L'Italia ha bisogno di stabilità, di governabilità, cioè di un governo capace di governare e di realizzare le riforme che sono necessarie. Questo è tanto più necessario in un momento di perduranti difficoltà dell'economia e di gravi rivolgimenti a livello internazionale.
Il nostro governo in questa prima metà della legislatura, nonostante la crisi economica internazionale e le difficoltà derivanti dalla particolare conflittualità della politica italiana, ha conseguito molti risultati: ha tenuto i conti in ordine, ha abrogato l'ICI, ha preservato la pace sociale aiutando tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro, ha condotto con successo un'azione di forte contrasto alle organizzazioni criminali come non era mai successo nella storia della Repubblica, ha fermato l'immigrazione clandestina, ha realizzato molte riforme a partire dalla scuola all'università, al federalismo, ha aiutato le aziende con la diminuzione delle imposte sugli straordinari, con la moratoria sui debiti, con lo spostamento del versamento dell'IVA al ricevimento del pagamento della fattura, ha difeso bene gli interessi dell'Italia in Europa e nel mondo, ha procurato importanti commesse internazionali alle nostre aziende, e infine non ha mai aumentato le tasse, non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini.
Sono assolutamente certo che il nostro governo sia in grado di operare in modo altrettanto efficace per i due anni abbondanti che mancano alla conclusione della legislatura e sono convinto che a questo governo non vi siano alternative perché c'è una buona maggioranza che lo sostiene sia alla Camera che al Senato e anche perché la sinistra, da tempo, non rappresenta nessuna credibile alternativa di governo.
E se andassimo a nuove elezioni, ad un nuovo governo si ripresenterebbero gli stessi problemi di oggi, per di più aggravati da una lunga e feroce campagna elettorale.
Abbiamo quindi il dovere di continuare a governare qui e ora.
Non ci faremo distogliere dalle polemiche e non ci faremo intimidire da un'opposizione che continua a perseguire il tanto peggio tanto meglio.
Sono sicuro che i cittadini hanno ben chiaro chi è che lavora per il bene dell¹Italia e chi invece fa il contrario.
Siate dunque sereni, diffondete come sempre, e ve ne ringrazio molto, il nostro messaggio e prendetevi da me un forte, fortissimo abbraccio.
Silvio Berlusconi
Cari amici,
torno a rivolgermi a voi, dopo una settimana densa di avvenimenti in Italia e nel mondo.
Mentre da noi alcuni magistrati perseverano nell'intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini e i giornali appaiono concentrati solo a guardare queste vicende, come dal buco della serratura, nel mondo, e più precisamente alle nostre frontiere, stanno avvenendo cambiamenti epocali.
La frustrazione, la disillusione, il risentimento che nascono dalla povertà e dalla mancanza di regole democratiche, potrebbero incanalare le proteste che si sono manifestate in Tunisia e in Egitto verso le posizioni dell'integralismo islamico e del rigetto dei valori dell¹Occidente.
Per questo anche noi abbiamo grandi responsabilità: dovremo impegnarci per estendere i benefici del progresso economico a tutti i Paesi del mondo; dovremo assecondare e sostenere una ordinata evoluzione democratica anche in quei Paesi che riescono faticosamente ad uscire da regimi e non possono contare su consolidate tradizioni liberali.
Per quanto ci riguarda difficilmente potremo vivere a lungo in un'isola tutto sommato felice, come la nostra Europa, il nostro Occidente, che sono circondati da acque tempestose e da ogni tipo di pericoli e di minacce.
Per queste ragioni saranno molto importanti le decisioni che verranno prese dai prossimi vertici europei, dal G8 e dal G20.
E veniamo ai problemi del nostro Paese.
Durante questa settimana, dicevo, sono avvenuti alcuni fatti importanti.
Innanzitutto, il Parlamento ha respinto, in una sola giornata, con una maggioranza ampia e qualificata, la richiesta della procura di Milano di perquisire gli uffici della segreteria politica di un parlamentare, un certo Silvio Berlusconi, sempre lui, mentre il Governo ha fatto un ulteriore passo in avanti nell'approvazione del federalismo fiscale, approvazione che completeremo in Parlamento nel pieno rispetto delle procedure previste dalla stessa legge di riforma (e delle indicazioni del Capo dello Stato).
Si tratta di un risultato estremamente positivo, di una riforma fondamentale per rendere l'Italia più moderna e efficiente.
E' la conferma che il governo sta procedendo senza esitazioni nella realizzazione del nostro programma, del quale il federalismo rappresenta un punto essenziale.
Questa riforma garantirà che una parte consistente delle risorse rimangano sul territorio che le ha prodotte, pur senza venir meno ai doveri di solidarietà nazionale che ci impone il fatto stesso di vivere uno Stato del quale fra breve celebreremo i 150 anni dell'unità.
E' significativo che proprio questo anniversario coincida con una riforma così importante e profonda dell'assetto del nostro Stato. Grazie al federalismo fiscale i cittadini potranno infatti meglio controllare l'impiego delle risorse, e gli amministratori locali saranno più responsabilizzati. Questo significherà meno costi, servizi più efficienti, una competizione virtuosa fra le regioni per garantire al cittadino migliori condizioni di vita.
Significherà anche per le regioni più forti la possibilità di gestire al meglio la ricchezza prodotta dai loro cittadini. Per le regioni più deboli significherà la possibilità di liberare e mettere in gioco tutte le loro risorse e le loro capacità passando da un regime di sovvenzioni e sperperi ad uno di responsabilità. E' una sfida impegnativa per le regioni sia del Nord che del Sud, che potranno e dovranno dimostrare di avere una classe dirigente all'altezza del proprio compito.
Mercoledì prossimo, infine, terremo un consiglio dei ministri, in seduta straordinaria, per il varo di importanti provvedimenti in materia di sviluppo economico.
Dall'inizio della legislatura ad oggi la nostra ottima squadra di governo ha lavorato con grande energia, con una determinazione e con una compattezza che ha pochi precedenti.
Abbiamo ottenuto in questo modo risultati straordinari, che nessun governo è mai stato capace di conseguire in così poco tempo.
Purtroppo, inaspettatamente, si è verificata nella maggioranza la diaspora del Fli.
Il paradosso è che il germe della divisione è stato inoculato all'interno del Popolo della Libertà da uno dei fondatori del nuovo partito, l'on. Fini, eletto, proprio con il voto della maggioranza, a Presidente della Camera.
Così uno stillicidio di polemiche, di critiche e di distinguo pressoché quotidiani ha finito per offuscare i meriti dell'azione del nostro governo e alla fine ha condotto alla nascita di un nuovo gruppo parlamentare e di un nuovo partito, passato all'opposizione in alleanza con la sinistra, tradendo il voto degli elettori e consegnandosi ad un futuro di consensi, valutato dagli esperti all'1,6%.
Nonostante questa scissione, che ha diminuito logicamente i numeri della nostra maggioranza, negli ultimi 2 mesi il nostro governo si è presentato per ben 8 volte consecutive di fronte al Parlamento che ci ha confermato sempre la sua fiducia.
Al contrario l'opposizione, mentre il governo si è consolidato e si è rafforzato, l'opposizione si è sgretolata, si è divisa, si è indebolita, ma continua a cercare di intralciare l'azione del governo e a chiedere le nostre dimissioni ed elezioni anticipate.
Ma noi non abbiamo cambiato la nostra posizione. Abbiamo sempre ritenuto e riteniamo che le elezioni anticipate siano un danno per il nostro Paese.
L'Italia ha bisogno di stabilità, di governabilità, cioè di un governo capace di governare e di realizzare le riforme che sono necessarie. Questo è tanto più necessario in un momento di perduranti difficoltà dell'economia e di gravi rivolgimenti a livello internazionale.
Il nostro governo in questa prima metà della legislatura, nonostante la crisi economica internazionale e le difficoltà derivanti dalla particolare conflittualità della politica italiana, ha conseguito molti risultati: ha tenuto i conti in ordine, ha abrogato l'ICI, ha preservato la pace sociale aiutando tutti i lavoratori che hanno perso il lavoro, ha condotto con successo un'azione di forte contrasto alle organizzazioni criminali come non era mai successo nella storia della Repubblica, ha fermato l'immigrazione clandestina, ha realizzato molte riforme a partire dalla scuola all'università, al federalismo, ha aiutato le aziende con la diminuzione delle imposte sugli straordinari, con la moratoria sui debiti, con lo spostamento del versamento dell'IVA al ricevimento del pagamento della fattura, ha difeso bene gli interessi dell'Italia in Europa e nel mondo, ha procurato importanti commesse internazionali alle nostre aziende, e infine non ha mai aumentato le tasse, non ha mai messo le mani nelle tasche dei cittadini.
Sono assolutamente certo che il nostro governo sia in grado di operare in modo altrettanto efficace per i due anni abbondanti che mancano alla conclusione della legislatura e sono convinto che a questo governo non vi siano alternative perché c'è una buona maggioranza che lo sostiene sia alla Camera che al Senato e anche perché la sinistra, da tempo, non rappresenta nessuna credibile alternativa di governo.
E se andassimo a nuove elezioni, ad un nuovo governo si ripresenterebbero gli stessi problemi di oggi, per di più aggravati da una lunga e feroce campagna elettorale.
Abbiamo quindi il dovere di continuare a governare qui e ora.
Non ci faremo distogliere dalle polemiche e non ci faremo intimidire da un'opposizione che continua a perseguire il tanto peggio tanto meglio.
Sono sicuro che i cittadini hanno ben chiaro chi è che lavora per il bene dell¹Italia e chi invece fa il contrario.
Siate dunque sereni, diffondete come sempre, e ve ne ringrazio molto, il nostro messaggio e prendetevi da me un forte, fortissimo abbraccio.
Silvio Berlusconi
venerdì 4 febbraio 2011
STRACQUADANIO: Sul federalismo il governo ha agito bene
04 febbraio 2011
"Il governo ha agito nel pieno rispetto della legge e avra’ modo di rappresentarlo al capo dello Stato mentre sara’ opportuno che la maggioranza parlamentare e lo stesso presidente della commissione bicamerale sul federalismo richiamino i presidenti di Senato e Camera al rispetto della legge modificando immediatamente la composizione della commissione, per evitare quel vulnus alle regole che sta alla base della mancata espressione di parere da parte della commissione bicamerale per il federalismo".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, che ha osservato: "La nota del presidente Napolitano va discussa innanzitutto nel merito respingendo l’uso propagandistico che ne va facendo in queste ore il Pd, dando dimostrazione di un’assoluta mancanza di riguardo per il capo dello Stato che viene cosi’ irresponsabilmente gettato nello scontro politico. La domanda a cui dobbiamo rispondere e’ se esista difformita’ tra gli orientamenti parlamentari e il decreto legislativo adottato ieri dal consiglio dei ministri. La risposta e’ no per la semplice ragione che la commissione ha deciso di non decidere. C’e’ poi un’altra questione: l’articolo 3, comma 1, prevede che la composizione della Commissione debba rispecchiare la proporzione dei gruppi. Oggi cio’ non avviene: la maggioranza di governo, in superiorita’ numerica in entrambe le Camere, ha solo 14 componenti su 30 (essendo Helga Thaler della SVP) anziche’ 16 su 30. Il nuovo gruppo di Iniziativa responsabile non ha alcun rappresentante. E’ necessario ripristinare al piu’ presto la proporzionalita’ dei gruppi nella Commissione, come prevede la legge, in vista dei prossimi decreti attuativi del federalismo fiscale".
fonte
"Il governo ha agito nel pieno rispetto della legge e avra’ modo di rappresentarlo al capo dello Stato mentre sara’ opportuno che la maggioranza parlamentare e lo stesso presidente della commissione bicamerale sul federalismo richiamino i presidenti di Senato e Camera al rispetto della legge modificando immediatamente la composizione della commissione, per evitare quel vulnus alle regole che sta alla base della mancata espressione di parere da parte della commissione bicamerale per il federalismo".
Lo ha affermato il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, che ha osservato: "La nota del presidente Napolitano va discussa innanzitutto nel merito respingendo l’uso propagandistico che ne va facendo in queste ore il Pd, dando dimostrazione di un’assoluta mancanza di riguardo per il capo dello Stato che viene cosi’ irresponsabilmente gettato nello scontro politico. La domanda a cui dobbiamo rispondere e’ se esista difformita’ tra gli orientamenti parlamentari e il decreto legislativo adottato ieri dal consiglio dei ministri. La risposta e’ no per la semplice ragione che la commissione ha deciso di non decidere. C’e’ poi un’altra questione: l’articolo 3, comma 1, prevede che la composizione della Commissione debba rispecchiare la proporzione dei gruppi. Oggi cio’ non avviene: la maggioranza di governo, in superiorita’ numerica in entrambe le Camere, ha solo 14 componenti su 30 (essendo Helga Thaler della SVP) anziche’ 16 su 30. Il nuovo gruppo di Iniziativa responsabile non ha alcun rappresentante. E’ necessario ripristinare al piu’ presto la proporzionalita’ dei gruppi nella Commissione, come prevede la legge, in vista dei prossimi decreti attuativi del federalismo fiscale".
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PDL Federalismo
martedì 1 febbraio 2011
NANIA: L'iniziativa del premier non e' mai troppo tardi per il Paese
31 Gennaio 2011
"La proposta del presidente del Consiglio, Berlusconi, non solo e’ condivisibile, ma ampiamente praticabile. Quando si tratta di fare il bene del Paese e dei cittadini, non e’ mai troppo tardi.
Berlusconi, con questo appello concreto si e’ rivolto al segretario del Pd, Bersani, che se veramente ha a cuore il bene e lo sviluppo del Paese, non dovrebbe esitare a raccogliere la sfida. Agire insieme in Parlamento, partendo dalle liberalizzazioni e andando a riformare l’articolo 41 della Costituzione per ridare impulso all’economia e alla crescita del Paese, a vantaggio delle imprese e dei giovani, sarebbe una bella dimostrazione di responsabilita"’. Cosi’ si e’ espresso il vice presidente del Senato, Domenico Nania.
fonte
"La proposta del presidente del Consiglio, Berlusconi, non solo e’ condivisibile, ma ampiamente praticabile. Quando si tratta di fare il bene del Paese e dei cittadini, non e’ mai troppo tardi.
Berlusconi, con questo appello concreto si e’ rivolto al segretario del Pd, Bersani, che se veramente ha a cuore il bene e lo sviluppo del Paese, non dovrebbe esitare a raccogliere la sfida. Agire insieme in Parlamento, partendo dalle liberalizzazioni e andando a riformare l’articolo 41 della Costituzione per ridare impulso all’economia e alla crescita del Paese, a vantaggio delle imprese e dei giovani, sarebbe una bella dimostrazione di responsabilita"’. Cosi’ si e’ espresso il vice presidente del Senato, Domenico Nania.
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PDL giustizia,
PDL RIFORME
BRAMBILLA: Ora le opposizioni non hanno più alibi
1 febbraio 2011
“Dopo la proposta del Presidente Berlusconi, non ci sono più alibi per nessuno. Soprattutto per quelle forze politiche che, anche sedendo sui banchi dell’opposizione, dicono da tempo di volere, in Parlamento, un confronto il più aperto, concreto e fattivo possibile sulle misure da adottare per riportare la nostra economia e il nostro libero mercato sulla strada di una crescita strutturale, com’è accaduto in Germania”.
Lo ha affermato il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, commentando la lettera inviata al Corriere della Sera dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Insomma chi sollecitava un confronto a carte scoperte sul vero problema che ha oggi l’Italia, l’unico, peraltro, che stia davvero a cuore alla stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese, è servito e farebbe bene a scoprire le sue di carte, non nascondendosi ancora dietro il solito dito dell’ipocrisia e dei tatticismi della politica politicante. Chi è veramente interessato al bene del Paese dovrebbe rendersi disponibile ad un confronto, senza pregiudizi ed esclusioni, su un piano bipartisan per la crescita dell’economia. Un piano che ben sta portando avanti il Ministro Tremonti e che, come ha spiegato il Presidente Berlusconi nella sua lettera, sia imperniato sulla riforma dell’art. 41 della Costituzione, per ampliare la libertà d’impresa, sulla valorizzazione del patrimonio pubblico e su un più ampio utilizzo della leva fiscale a vantaggio delle imprese e dei giovani, che permetta l’emersione della ricchezza privata e della vitalità imprenditoriale. Solo così si potrà veramente dare impulso all’occupazione. Tutto ciò è l’esatto contrario di quanto propone chi, invece, vorrebbe, per alleggerirci del peso del debito, far pagare ancora una volta dazio, con la solita imposta patrimoniale o espedienti simili, proprio a quelle forze produttive che hanno tutte le potenzialità per generare vero sviluppo. In questa prospettiva, l’attuazione della riforma federalista non potrà che moltiplicare gli effetti positivi aumentando il grado di autonomia, libertà e responsabilità dei soggetti privati e degli enti pubblici a tutti i livelli.”
fonte
“Dopo la proposta del Presidente Berlusconi, non ci sono più alibi per nessuno. Soprattutto per quelle forze politiche che, anche sedendo sui banchi dell’opposizione, dicono da tempo di volere, in Parlamento, un confronto il più aperto, concreto e fattivo possibile sulle misure da adottare per riportare la nostra economia e il nostro libero mercato sulla strada di una crescita strutturale, com’è accaduto in Germania”.
Lo ha affermato il Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, commentando la lettera inviata al Corriere della Sera dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Insomma chi sollecitava un confronto a carte scoperte sul vero problema che ha oggi l’Italia, l’unico, peraltro, che stia davvero a cuore alla stragrande maggioranza dei cittadini e delle imprese, è servito e farebbe bene a scoprire le sue di carte, non nascondendosi ancora dietro il solito dito dell’ipocrisia e dei tatticismi della politica politicante. Chi è veramente interessato al bene del Paese dovrebbe rendersi disponibile ad un confronto, senza pregiudizi ed esclusioni, su un piano bipartisan per la crescita dell’economia. Un piano che ben sta portando avanti il Ministro Tremonti e che, come ha spiegato il Presidente Berlusconi nella sua lettera, sia imperniato sulla riforma dell’art. 41 della Costituzione, per ampliare la libertà d’impresa, sulla valorizzazione del patrimonio pubblico e su un più ampio utilizzo della leva fiscale a vantaggio delle imprese e dei giovani, che permetta l’emersione della ricchezza privata e della vitalità imprenditoriale. Solo così si potrà veramente dare impulso all’occupazione. Tutto ciò è l’esatto contrario di quanto propone chi, invece, vorrebbe, per alleggerirci del peso del debito, far pagare ancora una volta dazio, con la solita imposta patrimoniale o espedienti simili, proprio a quelle forze produttive che hanno tutte le potenzialità per generare vero sviluppo. In questa prospettiva, l’attuazione della riforma federalista non potrà che moltiplicare gli effetti positivi aumentando il grado di autonomia, libertà e responsabilità dei soggetti privati e degli enti pubblici a tutti i livelli.”
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BERGAMINI: Una parte della magistratura e' complice dell'informazione giustizialista e radicale
1 febbraio 2011
"Oggi si conferma l’azione a due velocita’ di certa magistratura militante: celere e rigorosa nel perseguire il giornalismo giudicato scomodo e, per contro, tifosa, se non complice, dell’informazione giustizialista e radicale.
Tutto cio’ mette in discussione, ancora una volta, l’esistenza di una stampa davvero libera, l’incolumita’ fisica dei suoi professionisti e la credibilita’ dell’istituzione giudiziaria nel suo complesso. E’ l’ennesimo segnale negativo sullo stato di salute della democrazia italiana". Lo ha affermato Deborah Bergamini, parlamentare del Pdl, commentando la perquisizione subita da Anna Maria Greco, giornalista de Il Giornale.
fonte: Popolo della Libertà
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