Comunicato congiunto associazioni PDL di Frascati.
Le ultime vicissitudini politiche che stanno caratterizzando la politica nazionale e locale, portano a delle riflessioni serie e concrete.
Dal punto di vista locale, le Associazioni Imago, Club della Libertà Frascati, Promotori Della Libertà, Orizzonti Nuovi, che si riconoscono nel PDL e sono vicine all'azione politica del Consigliere Comunale Mirko Fiasco, intendono portare avanti una politica basata sui contenuti, sul confronto, sulla meritocrazia, e non una politica basata sullo scontro personale.
Vecchie logiche di gestione appartenenti al passato non possono e non devono più trovare spazio nel PDL.
L' ultimo Consiglio Comunale ha purtroppo evidenziato differenziazioni dei Consiglieri Comunali del PDL, con posizioni diverse sui lavori in Aula.
Posizioni diverse anche sulla nomina dei Sub-Commissari che ha portato il Consigliere Fiasco ad evidenziare come l'imposizione verticistica voluta dalla Federazione Provinciale per mantenere equilibri delle componenti "locali" non potrà permettere la crescita del partito.
Intendiamo sottolineare la nostra passione politica e la voglia di fare politica sul territorio, la città di Frascati sta attraversando una forte crisi, in quanto il centro-sinistra non è più in grado di guidare l'azione politica.
Il nostro compito è quello di aggregare la società civile, creare convegni, confrontarci quotidianamente con le categorie.
Proseguiremo il nostro percorso nel PDL, ma evidenziando le criticità dell'attuale composizione "imposta" dai vertici provinciali.
Imago
Club della Libertà Frascati
Promotori Della Libertà Frascati Città
Orizzonti Nuovi
Benvenuti nel blog ufficiale del gruppo dei Promotori della Libertà "Frascati Città"
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mercoledì 2 marzo 2011
IL PDL SIA LO STRUMENTO PER RICOSTRUIRE AGGREGAZIONE DEL CENTRODESTRA NEL TERRITORIO
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giovedì 30 dicembre 2010
INTOLLERABILE L'IMBARBARIMENTO DI CERTA POLITICA. "BASTA CON LE AGGRESSIONI AL MINISTRO BONDI"
Basta con le aggressioni "vili, feroci e pretestuose" al ministro Sandro Bondi. Il duro attacco a Bondi avanzato dalle opposizioni e da chi le sostiene non ha alcun fondamento sostanziale. Il dibattito sul tema muove da presupposti che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà. Non siamo di fronte ad un normale giudizio politico ma al tentativo di colpire, attraverso una martellante campagna di stampa contro Bondi, il presidente Berlusconi stesso. E' del resto evidente che l'aggressione continua al premier sia l'unica missione di una sinistra che, in questi due anni, si è dimostrata incapace di formulare proposte e programmi. Chiunque si presti a questa strumentale operazione contro Bondi, pertanto, commette un gravissimo errore politico.
In queste settimane, abbiamo ricevuto moltissimi messaggi ed email di protesta da cittadini stanchi dell'"imbarbarimento" di certa politica. Mentre il presidente Berlusconi dedica tutto il suo tempo a governare, per realizzare le riforme che il nostro paese attende da anni, e si impegna al massimo per garantire la tenuta ed il rilancio della nostra economia, c'è chi – a quanto pare – lavora soltanto per creare instabilità. Il ministro Bondi è da tempo vittima di un'aggressione vile e pretestuosa, volta a colpire il cuore del nostro partito e indirettamente il premier. Sandro Bondi, infatti, non è solo un ottimo ministro e l'apprezzato coordinatore nazionale del Pdl, ma è anche e soprattutto una persona nella quale il presidente Berlusconi ripone piena fiducia e alla quale affida la diffusione del suo pensiero. Proprio per questo il ministro, che è anche il responsabile del settore formazione e cultura dei Promotori della Libertà, è ora bersaglio degli attacchi più feroci, che meritano una reazione forte.
Il clima di odio che certi personaggi alimentano nel paese è in fondo l'autentica matrice morale dei nuovi atti di violenza a sfondo politico, dei quali l'attentato della notte scorsa alla sede della Lega Nord è solo l'ultimo in ordine di tempo. Per questa ragione noi che rappresentiamo la base dei militanti del Pdl, non ci sentiamo più disposti a tollerare l'irresponsabilità ed i metodi spregiudicati della vecchia politica. Oggi il presidente Berlusconi e tutti i ministri del suo governo, nessuno escluso, mostrano di essere gli unici ad avere a cuore l'interesse del Paese e dei cittadini, sopra ed oltre quelli di parte e di partito. Tutti noi che apparteniamo al Popolo della Libertà siamo ben abituati a composte forme di dialettica politica. Ma se questa non sarà sufficiente siamo pronti a fare sentire forte e chiara la nostra voce.
I Promotori della Libertà
In queste settimane, abbiamo ricevuto moltissimi messaggi ed email di protesta da cittadini stanchi dell'"imbarbarimento" di certa politica. Mentre il presidente Berlusconi dedica tutto il suo tempo a governare, per realizzare le riforme che il nostro paese attende da anni, e si impegna al massimo per garantire la tenuta ed il rilancio della nostra economia, c'è chi – a quanto pare – lavora soltanto per creare instabilità. Il ministro Bondi è da tempo vittima di un'aggressione vile e pretestuosa, volta a colpire il cuore del nostro partito e indirettamente il premier. Sandro Bondi, infatti, non è solo un ottimo ministro e l'apprezzato coordinatore nazionale del Pdl, ma è anche e soprattutto una persona nella quale il presidente Berlusconi ripone piena fiducia e alla quale affida la diffusione del suo pensiero. Proprio per questo il ministro, che è anche il responsabile del settore formazione e cultura dei Promotori della Libertà, è ora bersaglio degli attacchi più feroci, che meritano una reazione forte.
Il clima di odio che certi personaggi alimentano nel paese è in fondo l'autentica matrice morale dei nuovi atti di violenza a sfondo politico, dei quali l'attentato della notte scorsa alla sede della Lega Nord è solo l'ultimo in ordine di tempo. Per questa ragione noi che rappresentiamo la base dei militanti del Pdl, non ci sentiamo più disposti a tollerare l'irresponsabilità ed i metodi spregiudicati della vecchia politica. Oggi il presidente Berlusconi e tutti i ministri del suo governo, nessuno escluso, mostrano di essere gli unici ad avere a cuore l'interesse del Paese e dei cittadini, sopra ed oltre quelli di parte e di partito. Tutti noi che apparteniamo al Popolo della Libertà siamo ben abituati a composte forme di dialettica politica. Ma se questa non sarà sufficiente siamo pronti a fare sentire forte e chiara la nostra voce.
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domenica 26 dicembre 2010
MELONI: Nella preparazione della riforma universitaria gli studenti sono stati ascoltati
"La riforma dell’Universita’ va avanti da due anni, non abbiamo mai impresso accelerazioni o impedito il dialogo e in questo periodo ci sono stati tavoli al Ministero dell’istruzione, ai quali ho partecipato anch’io, nei quali abbiamo cercato di raccogliere le istanze del movimento studentesco. E infatti ci sono, nel ddl Gelmini, cose che mettono al centro proprio i ragazzi". Lo ha affermato il ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, intervenendo a una videochat sul sito on line del Tg1.
"A me che credo molto alla partecipazione giovanile piacerebbe molto poter parlare nelle universita’, se qualcuno mi chiamasse andrei volentieri. Li incontrerei adesso se me lo chiedessero". Il ministro ha detto di non capire esattamente su cosa non siano d’accordo gli studenti, e ha insistito sul fatto che "non e’ vero che si siano tagliati miliardi all’universita’: "il taglio e’ solo del 3 per cento" ha assicurato. Meloni ha quindi accennato all’atteggiamento dell’opposizione sulla riforma: "la sinistra difende lo status quo. E’ vero che l’opposizione fa il suo mestiere, ma su questioni come questa si poteva tentare di uscire dalla contrapposizione. Puo’ essere che la nostra ricetta non sia la migliore, ma nessuno ne ha proposta una alternativa. Non ne vedo, in giro vedo solo slogan. Il governo deve dare risposte a tutti gli studenti, che sono un milione e 700 mila e non solo ai 3.000 che oggi erano in piazza".
Il nostro ministro ha commentato la richiesta degli studenti alla Cgil di indire uno sciopero generale: "I ragazzi dovrebbero chiedere alla Cgil qualcos’altro, ad esempio una maggiore attenzione per quella parte della societa’ che ha minori garanzie. In Italia ci sono banche che hanno nello statuto come priorita’ l’assunzione per i figli dei dipendenti, e questo con l’avallo dei sindacati. Per fortuna Susanna Camusso ha detto che cio’ non e’ piu’ accettabile". "C’e’ una parte del movimento studentesco molto ideologizzata e una parte che invece racconta di un disagio reale, dovuto alla realta’ difficile. Il governo deve ascoltare questi ragazzi quando vogliono fare proposte. Uguaglianza e meritocrazia, tutti sulla stessa linea di partenza occorre scardinare i meccanismi di privilegio e di potere consolidato: su questo proviamo a costruire un’alleanza generazionale".
fonte: Il Popolo della Libertà
Il nostro ministro ha commentato la richiesta degli studenti alla Cgil di indire uno sciopero generale: "I ragazzi dovrebbero chiedere alla Cgil qualcos’altro, ad esempio una maggiore attenzione per quella parte della societa’ che ha minori garanzie. In Italia ci sono banche che hanno nello statuto come priorita’ l’assunzione per i figli dei dipendenti, e questo con l’avallo dei sindacati. Per fortuna Susanna Camusso ha detto che cio’ non e’ piu’ accettabile". "C’e’ una parte del movimento studentesco molto ideologizzata e una parte che invece racconta di un disagio reale, dovuto alla realta’ difficile. Il governo deve ascoltare questi ragazzi quando vogliono fare proposte. Uguaglianza e meritocrazia, tutti sulla stessa linea di partenza occorre scardinare i meccanismi di privilegio e di potere consolidato: su questo proviamo a costruire un’alleanza generazionale".
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giovedì 16 dicembre 2010
BERGAMINI: Sfiduciato l'uso strumentale e personalistico della democrazia
14 dicembre 2010 ore 17:23
"Oggi il voto del parlamento ha sfiduciato l’uso strumentale e personalistico della democrazia. Ancora una volta, la morale introdotta da Silvio Berlusconi nel ’94 obbliga la politica di palazzo a non fuggire dalle proprie responsabilita’ e a confrontarsi sui temi concreti dell’economia, della politica estera e delle riforme necessarie al paese. Un confronto che ha visto le opposizioni incapaci di offrire non solo agli italiani, ma al parlamento stesso, un’alternativa di governo credibile".
Lo ha affermato Deborah Bergamini, deputato del Pdl, commentando il voto favorevole all’esecutivo Berlusconi dopo la spaccatura interna al gruppo di Futuro e Liberta’. "Mi auguro che il presidente della Camera prenda serenamente atto della sconfitta restituendo, alle istituzioni, l’imparzialita’ e la correttezza della terza carica dello stato e, ai suoi deputati, la liberta’ di restare nella casa comune del centro-destra."
fonte: Il Popolo della Libertà
Lo ha affermato Deborah Bergamini, deputato del Pdl, commentando il voto favorevole all’esecutivo Berlusconi dopo la spaccatura interna al gruppo di Futuro e Liberta’. "Mi auguro che il presidente della Camera prenda serenamente atto della sconfitta restituendo, alle istituzioni, l’imparzialita’ e la correttezza della terza carica dello stato e, ai suoi deputati, la liberta’ di restare nella casa comune del centro-destra."
fonte: Il Popolo della Libertà
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sabato 11 dicembre 2010
Diciamo insieme NO al carrozzone di politicanti e di opportunisti. Il messaggio di Silvio Berlusconi
Messaggio del Presidente Berlusconi dal sito www.promotoridellaliberta.it, 11 dicembre 2010
Care amiche e cari amici,
vi ringrazio fin d’ora per la partecipazione alla grande manifestazione che il Popolo della libertà ha organizzato nei gazebo, nelle piazze e nei teatri di tutte le città per consentire agli italiani, a tutti gli italiani, di rendersi protagonisti di una grande “operazione di amore e di verità” a sostegno del nostro governo del fare, per impedire il tradimento degli elettori.
Anzitutto, un’operazione di amore.
Perché non possiamo accettare che chi è stato eletto nel 2008 nella lista “Popolo della libertà-Berlusconi Presidente”, ora tradisca il mandato degli elettori e porti al governo la sinistra, che le elezioni le ha perse.
Perché siamo la maggioranza moderata e liberale che prova orrore di fronte all’idea che l’Italia possa essere governata dalle forze illiberali che sono eredi del comunismo.
Perché siamo l’Italia che ama la libertà e vogliamo restare liberi.
Ma non è soltanto una operazione di amore, è anche un’operazione di verità.
Perché, grazie alla vostra testimonianza diretta e ai milioni di firme che raccoglieremo, gli italiani saranno informati su quanto di buono ha fatto il nostro governo nei primi due anni di attività, sui tanti provvedimenti positivi per le famiglie e le imprese e sulle riforme che il nostro governo ha realizzato e che la gran parte della stampa e delle tv ha scelto di ignorare.
Da alcuni mesi la vita pubblica in Italia è paralizzata da una crisi politica irresponsabile, una crisi che ci ha riportato indietro alla vecchia partitocrazia, ai suoi egoismi e ai suoi vizi, una crisi fatta di menzogne e di fango sul Presidente del Consiglio, nel tentativo di far dimenticare e di nascondere gli straordinari risultati del nostro governo, che sono illustrati e riassunti nei fascicoli che troverete in tutti i nostri gazebo.
Il fine che unisce la sinistra e i traditori del mandato elettorale è uno solo: liberarsi di Silvio Berlusconi, che rappresenta per loro un ostacolo insuperabile per la conquista del potere. Un obiettivo che vogliono raggiungere a qualunque costo.
Ma oggi l’Italia ha bisogno di tutto, tranne che di una crisi di governo e di una crisi di stabilità.
Le agenzie internazionali di rating hanno confermato più volte la fiducia nell’Italia e nei nostri titoli di Stato, ma hanno posto una condizione precisa: che si mantenga la stabilità di governo. Se si realizzasse invece ciò che vogliono insieme i traditori del mandato elettorale e la sinistra, si aprirebbe una crisi politica al buio, una grave situazione di instabilità non certo gradita ai mercati.
Un rischio che bisogna evitare.
Per scongiurare questo rischio, il 13 dicembre chiederò al Senato e alla Camera un nuovo voto di fiducia, dopo quello del 29 settembre, quando abbiamo avuto il consenso più ampio di tutta la legislatura. Quel consenso è stato espresso sulle cinque azioni strategiche che completeremo entro la fine della legislatura e cioè la realizzazione del nostro programma di governo. Abbiamo già approvato il federalismo fiscale, che servirà anche a contrastare in maniera nuova ed efficace l’evasione fiscale; abbiamo approvato il Piano per la sicurezza dei cittadini, che combatterà anche l’immigrazione clandestina; abbiamo approvato il Piano per il Sud, che porrà fine agli interventi a pioggia usati dalla vecchia politica e metterà a disposizione cento miliardi di euro per alcuni grandi progetti strategici che produrranno lavoro e benessere per tutti, a partire dai giovani e dalle donne.
Siamo al lavoro sulla riforma del fisco, con 4 tavoli tecnici in collaborazione con i rappresentanti dei sindacati e delle imprese.
Stiamo per varare definitivamente la riforma dell’università, già approvata dalla Camera, che rappresenta una svolta di grande importanza per l’avvenire dei giovani. E’ per questo che la sinistra, incurante dei veri interessi degli studenti, cerca di combattere questa riforma per le strade in maniera violenta e strumentale. Ma noi andremo avanti, perché vogliamo aprire ai giovani la strada del merito, dello studio e della ricerca, affinché possano competere in Europa.
E’ pronta anche la riforma della giustizia, la approveremo nel primo Consiglio dei Ministri dopo il voto del 14 dicembre, dal quale voto sono certo che il governo riceverà una rinnovata fiducia.
Non credo infatti che ci saranno tanti parlamentari così ingenui da accodarsi ai pifferai del cosiddetto “terzo polo”, a quei signori che con ambizioni personali smodate, largamente superiori ai consensi di cui dispongono, vorrebbero cambiare la legge elettorale, per rendere di fatto impossibile l’assegnazione del premio di maggioranza e diventare così arbitri della situazione, scegliendo di allearsi poi con la sinistra per il governo.
Una soluzione, questa, che farebbe tornare indietro l’Italia ai tempi della Prima Repubblica - ve lo ricorderete - quando i partiti non indicavano agli elettori né il programma, né le alleanze, né il candidato premier e, una volta presi i voti dei cittadini, attraverso mille trattative e mille compromessi facevano e disfacevano i governi, che poi in effetti avevano una durata media di 11 mesi, con le conseguenze nefaste che conosciamo, prima fra tutte quella di un debito pubblico enorme che pesa ancora oggi sulle spalle dei nostri governi e dei cittadini.
Vi chiedo, quindi: vogliamo mettere di nuovo il destino dell’Italia in mano ai reduci, ai faccendieri della vecchia politica, che sono gli stessi che hanno provocato l’enorme debito pubblico che è diventato la palla al piede dell’Italia?
Vogliamo affidare il futuro nostro e delle nostre famiglie ad una sinistra che reintrodurrebbe l’Ici, che introdurrebbe una imposta patrimoniale anche sui più piccoli appartamenti, che vorrebbe portare al 25 per cento l’imposta sui risparmi investiti nei Bot e nei Cct?
Una sinistra giustizialista che incentiverebbe le intercettazioni a gogò e che consentirebbe il pagamento in contanti solo fino a 100-200 euro? Ci troveremmo dentro uno stato di polizia tributaria!
Possiamo fidarci di una sinistra e di questi suoi nuovi alleati, che potrebbero tradire il mandato elettorale, che vogliono spalancare le frontiere agli immigrati clandestini e dare loro il diritto di voto in pochi anni, per cambiare così il peso dei moderati che sono oggi la maggioranza del Paese?
Dobbiamo accettare di conseguenza di consegnare le redini del governo a una ammucchiata di vecchi comprimari del vecchio, vecchio teatrino della politica, a dei politicanti che fanno politica da quasi 40 anni, che sono sempre stati figure di secondo piano nei vecchi partiti e che non hanno mai, mai dimostrato di sapere fare qualcosa di buono e di utile per il nostro Paese?
Non è un rischio troppo grande affidarsi a questo carrozzone carico di politicanti e di opportunisti?
Non è più sicuro, per il bene delle famiglie e delle imprese, in una parola per il bene dell’Italia, sostenere questo governo, il governo del fare, che ha lavorato, che lavora tanto, che ha fatto molte cose giuste e che vuole continuare a farle, completando la realizzazione del programma votato dagli elettori?
L’intento che abbiamo è quello di portare a termine la legislatura, tenendo i conti in ordine come abbiamo fatto sinora, raccogliendo il plauso, tra l’altro, di tutte le istituzioni internazionali come, per fare un nome solo, il Fondo Monetario, e di tutte le agenzie di rating, e senza mettere mai, mai, le mani nelle tasche dei contribuenti. Questo è un vero miracolo, se si considera che abbiamo ereditato dai governi del compromesso storico il terzo debito pubblico del mondo, senza essere la terza economia mondiale.
Continuare su questa strada è l’unica soluzione valida per garantire all’Italia la stabilità di governo e per evitare al nostro Paese di diventare, senza di noi, un possibile bersaglio della speculazione internazionale.
Credo davvero che siate d’accordo con me, che non possiate non essere d’accordo.
Per questo vi chiedo di testimoniarlo con una firma e vi chiedo di convincere i vostri familiari, i vostri amici e i vostri conoscenti a fare altrettanto.
Spiegate a tutti che questa firma serve per una grande “operazione di amore e di verità”, serve per sostenere il nostro governo del fare, serve per difendere la nostra libertà.
Lo sappiano tutti: chi non rispetta il mandato degli elettori dà prova di non avere a cuore l’interesse dell’Italia, ma di pensare soltanto al proprio tornaconto, alle proprie miserrime ambizioni di carriera.
Diciamo tutti insieme un bel “no” alla vecchia partitocrazia, diciamo tutti un bel “no” alla sinistra, diciamo tutti un bel “no” a chi avrà l’impudenza, ma speriamo che nessuno lo faccia, di tradire il voto dei cittadini.
E diciamo tutti un bel “sì”, alto e forte, al buongoverno, al bene dell’Italia, alla libertà.
Vi ringrazio ancora.
Un fortissimo abbraccio a tutti voi, a ciascuno di voi. Con l’augurio a tutti di riuscire a realizzare i progetti e i sogni che avete per voi e per i vostri cari nella mente e nel cuore.
Silvio Berlusconi
Messaggio dal sito www.promotoridellaliberta.it, 11 dicembre 2010
Care amiche e cari amici,
vi ringrazio fin d’ora per la partecipazione alla grande manifestazione che il Popolo della libertà ha organizzato nei gazebo, nelle piazze e nei teatri di tutte le città per consentire agli italiani, a tutti gli italiani, di rendersi protagonisti di una grande “operazione di amore e di verità” a sostegno del nostro governo del fare, per impedire il tradimento degli elettori.
Anzitutto, un’operazione di amore.
Perché non possiamo accettare che chi è stato eletto nel 2008 nella lista “Popolo della libertà-Berlusconi Presidente”, ora tradisca il mandato degli elettori e porti al governo la sinistra, che le elezioni le ha perse.
Perché siamo la maggioranza moderata e liberale che prova orrore di fronte all’idea che l’Italia possa essere governata dalle forze illiberali che sono eredi del comunismo.
Perché siamo l’Italia che ama la libertà e vogliamo restare liberi.
Ma non è soltanto una operazione di amore, è anche un’operazione di verità.
Perché, grazie alla vostra testimonianza diretta e ai milioni di firme che raccoglieremo, gli italiani saranno informati su quanto di buono ha fatto il nostro governo nei primi due anni di attività, sui tanti provvedimenti positivi per le famiglie e le imprese e sulle riforme che il nostro governo ha realizzato e che la gran parte della stampa e delle tv ha scelto di ignorare.
Da alcuni mesi la vita pubblica in Italia è paralizzata da una crisi politica irresponsabile, una crisi che ci ha riportato indietro alla vecchia partitocrazia, ai suoi egoismi e ai suoi vizi, una crisi fatta di menzogne e di fango sul Presidente del Consiglio, nel tentativo di far dimenticare e di nascondere gli straordinari risultati del nostro governo, che sono illustrati e riassunti nei fascicoli che troverete in tutti i nostri gazebo.
Il fine che unisce la sinistra e i traditori del mandato elettorale è uno solo: liberarsi di Silvio Berlusconi, che rappresenta per loro un ostacolo insuperabile per la conquista del potere. Un obiettivo che vogliono raggiungere a qualunque costo.
Ma oggi l’Italia ha bisogno di tutto, tranne che di una crisi di governo e di una crisi di stabilità.
Le agenzie internazionali di rating hanno confermato più volte la fiducia nell’Italia e nei nostri titoli di Stato, ma hanno posto una condizione precisa: che si mantenga la stabilità di governo. Se si realizzasse invece ciò che vogliono insieme i traditori del mandato elettorale e la sinistra, si aprirebbe una crisi politica al buio, una grave situazione di instabilità non certo gradita ai mercati.
Un rischio che bisogna evitare.
Per scongiurare questo rischio, il 13 dicembre chiederò al Senato e alla Camera un nuovo voto di fiducia, dopo quello del 29 settembre, quando abbiamo avuto il consenso più ampio di tutta la legislatura. Quel consenso è stato espresso sulle cinque azioni strategiche che completeremo entro la fine della legislatura e cioè la realizzazione del nostro programma di governo. Abbiamo già approvato il federalismo fiscale, che servirà anche a contrastare in maniera nuova ed efficace l’evasione fiscale; abbiamo approvato il Piano per la sicurezza dei cittadini, che combatterà anche l’immigrazione clandestina; abbiamo approvato il Piano per il Sud, che porrà fine agli interventi a pioggia usati dalla vecchia politica e metterà a disposizione cento miliardi di euro per alcuni grandi progetti strategici che produrranno lavoro e benessere per tutti, a partire dai giovani e dalle donne.
Siamo al lavoro sulla riforma del fisco, con 4 tavoli tecnici in collaborazione con i rappresentanti dei sindacati e delle imprese.
Stiamo per varare definitivamente la riforma dell’università, già approvata dalla Camera, che rappresenta una svolta di grande importanza per l’avvenire dei giovani. E’ per questo che la sinistra, incurante dei veri interessi degli studenti, cerca di combattere questa riforma per le strade in maniera violenta e strumentale. Ma noi andremo avanti, perché vogliamo aprire ai giovani la strada del merito, dello studio e della ricerca, affinché possano competere in Europa.
E’ pronta anche la riforma della giustizia, la approveremo nel primo Consiglio dei Ministri dopo il voto del 14 dicembre, dal quale voto sono certo che il governo riceverà una rinnovata fiducia.
Non credo infatti che ci saranno tanti parlamentari così ingenui da accodarsi ai pifferai del cosiddetto “terzo polo”, a quei signori che con ambizioni personali smodate, largamente superiori ai consensi di cui dispongono, vorrebbero cambiare la legge elettorale, per rendere di fatto impossibile l’assegnazione del premio di maggioranza e diventare così arbitri della situazione, scegliendo di allearsi poi con la sinistra per il governo.
Una soluzione, questa, che farebbe tornare indietro l’Italia ai tempi della Prima Repubblica - ve lo ricorderete - quando i partiti non indicavano agli elettori né il programma, né le alleanze, né il candidato premier e, una volta presi i voti dei cittadini, attraverso mille trattative e mille compromessi facevano e disfacevano i governi, che poi in effetti avevano una durata media di 11 mesi, con le conseguenze nefaste che conosciamo, prima fra tutte quella di un debito pubblico enorme che pesa ancora oggi sulle spalle dei nostri governi e dei cittadini.
Vi chiedo, quindi: vogliamo mettere di nuovo il destino dell’Italia in mano ai reduci, ai faccendieri della vecchia politica, che sono gli stessi che hanno provocato l’enorme debito pubblico che è diventato la palla al piede dell’Italia?
Vogliamo affidare il futuro nostro e delle nostre famiglie ad una sinistra che reintrodurrebbe l’Ici, che introdurrebbe una imposta patrimoniale anche sui più piccoli appartamenti, che vorrebbe portare al 25 per cento l’imposta sui risparmi investiti nei Bot e nei Cct?
Una sinistra giustizialista che incentiverebbe le intercettazioni a gogò e che consentirebbe il pagamento in contanti solo fino a 100-200 euro? Ci troveremmo dentro uno stato di polizia tributaria!
Possiamo fidarci di una sinistra e di questi suoi nuovi alleati, che potrebbero tradire il mandato elettorale, che vogliono spalancare le frontiere agli immigrati clandestini e dare loro il diritto di voto in pochi anni, per cambiare così il peso dei moderati che sono oggi la maggioranza del Paese?
Dobbiamo accettare di conseguenza di consegnare le redini del governo a una ammucchiata di vecchi comprimari del vecchio, vecchio teatrino della politica, a dei politicanti che fanno politica da quasi 40 anni, che sono sempre stati figure di secondo piano nei vecchi partiti e che non hanno mai, mai dimostrato di sapere fare qualcosa di buono e di utile per il nostro Paese?
Non è un rischio troppo grande affidarsi a questo carrozzone carico di politicanti e di opportunisti?
Non è più sicuro, per il bene delle famiglie e delle imprese, in una parola per il bene dell’Italia, sostenere questo governo, il governo del fare, che ha lavorato, che lavora tanto, che ha fatto molte cose giuste e che vuole continuare a farle, completando la realizzazione del programma votato dagli elettori?
L’intento che abbiamo è quello di portare a termine la legislatura, tenendo i conti in ordine come abbiamo fatto sinora, raccogliendo il plauso, tra l’altro, di tutte le istituzioni internazionali come, per fare un nome solo, il Fondo Monetario, e di tutte le agenzie di rating, e senza mettere mai, mai, le mani nelle tasche dei contribuenti. Questo è un vero miracolo, se si considera che abbiamo ereditato dai governi del compromesso storico il terzo debito pubblico del mondo, senza essere la terza economia mondiale.
Continuare su questa strada è l’unica soluzione valida per garantire all’Italia la stabilità di governo e per evitare al nostro Paese di diventare, senza di noi, un possibile bersaglio della speculazione internazionale.
Credo davvero che siate d’accordo con me, che non possiate non essere d’accordo.
Per questo vi chiedo di testimoniarlo con una firma e vi chiedo di convincere i vostri familiari, i vostri amici e i vostri conoscenti a fare altrettanto.
Spiegate a tutti che questa firma serve per una grande “operazione di amore e di verità”, serve per sostenere il nostro governo del fare, serve per difendere la nostra libertà.
Lo sappiano tutti: chi non rispetta il mandato degli elettori dà prova di non avere a cuore l’interesse dell’Italia, ma di pensare soltanto al proprio tornaconto, alle proprie miserrime ambizioni di carriera.
Diciamo tutti insieme un bel “no” alla vecchia partitocrazia, diciamo tutti un bel “no” alla sinistra, diciamo tutti un bel “no” a chi avrà l’impudenza, ma speriamo che nessuno lo faccia, di tradire il voto dei cittadini.
E diciamo tutti un bel “sì”, alto e forte, al buongoverno, al bene dell’Italia, alla libertà.
Vi ringrazio ancora.
Un fortissimo abbraccio a tutti voi, a ciascuno di voi. Con l’augurio a tutti di riuscire a realizzare i progetti e i sogni che avete per voi e per i vostri cari nella mente e nel cuore.
Silvio Berlusconi
Messaggio dal sito www.promotoridellaliberta.it, 11 dicembre 2010
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